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Il nuovo album di Sting è stato influenzato dalla scomparsa di Bowie e Prince

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Sting è tornato a parlare del nuovo album che pubblicherà in novembre in un’intervista a Entertainment Weekly. Dopo aver svelato qualche dettaglio in un video con cui lo ha lanciato, ha raccontato al magazine qualche retroscena, in riferimento soprattutto a come è nato. 57th & 9th, questo il titolo, è stato scritto in soli quattro mesi e in fase compositiva l’ex Police ammette di essere stato influenzato dai tanti big che ci hanno lasciato nei primi mesi del 2016.

La loro scomparsa è stata per lui uno spunto per “filosofeggiare”: «David Bowie se n’è andato per primo, poi Lemmy Kilmister, il mio amico Alan Rickman e infine Prince… È stato un periodo strano perchè si pensa sempre che persone così siano immortali ma poi all’improvviso ci si rende conto che sono esattamente come tutti noi, che muoiono. Mi affascina il fatto che il successo è come una luce folgorante, ma anche una luce folgorante poi lascia spazio al buio. Penso che sperimentare entrambi faccia diventare più saggi. Sto diventando filosofico».

La fuggevolezza si è tradotta nel disco in un modo di suonare che lui stesso ha definito energico ed istintivo, non ha niente a che vedere con ricercatezza e raffinatezza. È più sporco, più rock and roll. Nei testi invece c’è spazio per la riflessione più sottile – in 50.000 per esempio racconta quale shock sia per tutti la perdita di punti di riferimento culturali come Prince, a cui è dedicata – ma anche per tematiche da sempre care a Sting, come il problema dei grandi cambiamenti climatici. Come in One Fine Day, dedicata ai più scettici a riguardo. «Spero che abbiano ragione loro alla fine, ma putroppo stanno accadendo e questa canzone è il mio modo di parlarne ironicamente» ha spiegato.

L’ambiente negli inediti è presente anche in senso più stretto, più personale. Il titolo del disco infatti fa riferimento alle strade di New York che il cantante attraversa quando si reca da casa sua allo studio. «In quei momenti penso un sacco di cose, è una città che dà grande ispirazione: i pedoni, il traffico, il rumore, gli esempi di grande architettura che mi circondano. Quel tragitto è stato una parte importante del processo compositivo».

Per ascoltare l’album bisogna aspettare ancora un po’, ma il 2 settembre ne avremo un assaggio: verrà infatti lanciato il primo singolo I Can’t Stop Thinking About You, che «parla di quel che scatena in noi trovarsi davanti ad un foglio bianco, dalla curiosità di vedere cosa c’è dietro alla reminiscenza di un paesaggio innevato senza riferimenti». Filosofico, decisamente filosofico.

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