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Super Scribblenauts

Super Scribblenauts

(5th Cell/Warner Bros. Interactive Entertainment)

Disponibile per: Nintendo DS

Genere: Puzzle

C’erano una volta le avventure grafiche. Ma non quelle evolute (dette anche “punta e clicca”), dove bastava esaminare ogni singolo pixel sullo schermo con il mouse per scoprire oggetti, aprire porte o tirare leve. I tempi delle prime avventure targate Sierra (ad esempio King’s Quest e Leisure Suit Larry) prevedevano un’interazione a base di tastiera e immaginazione, con l’handicap di non avere una traduzione in italiano: per comunicare al nostro eroe di affilare il coltello sulle scale eravamo costretti a scrivere “Sharpen knife on stairs”, con il serio rischio di non riuscire a proseguire a causa di un vocabolario limitato (e spesso limitante) o di una dose di fantasia inferiore a quella necessaria. L’anno scorso questo principio è stato in un certo senso ripreso da quel piccolo capolavoro di genialità che è Scribblenauts, dove l’unica arma a disposizione per aiutare il nostro eroe è un taccuino magico che ci consente di evocare sullo schermo qualsiasi oggetto ci venga in mente. Il protagonista Maxwell va quindi aiutato con tanta creatività e scrivendo parole con il pennino del DS; per capirci, l’esempio più semplice è quello di scrivere la parola “ponte” per potere superare un baratro. Nella versione “Super” vengono apportati dei cambiamenti sia per quanto riguarda i vocaboli utilizzabili (ora oltre ai sostantivi si possono e in alcuni casi devono inserire anche gli aggettivi, con risultati talvolta esilaranti) che nel sistema di controllo (che in determinate situazioni di gioco prevede l’utilizzo più classico del pad per muovere Maxwell). Nonostante ci sia stato un lavoro di fino per evitare che certi livelli possano essere superati troppo facilmente è come succedeva nel primo episodio scrivendo paroline tipo “ali”, che era sostanzialmente come barare – il gioco una volta mangiata la foglia rimane semplice e scorre via fin troppo in fretta; ma è un dettaglio che non ne pregiudica il valore.

Marco Rigamonti

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