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Tiziano Ferro presenta album e tour: «Il mio stadio sarà diverso da tutti gli altri»

Tiziano Ferro

Tiziano Ferro ha presentato il suo album Best of, con rarità e inediti, e ha parlato del tour Lo stadio che lo vedrà impegnato nell’estate 2015: «Sarà diverso da tutti gli altri»

«Più che un best of, questa è la verità». Tutta la verità sui 17 anni che hanno reso grande Tiziano Ferro. Dal 1997 quando faceva il corista per i Sottotono, al fortunato incontro con Mara Maionchi nel ’98, «con la quale ho firmato un contratto che è durato praticamente fino all’altro ieri», ha scherzato stamattina l’artista alla conferenza stampa di presentazione di The best of Tiziano Ferro, in uscita martedì 25 novembre su etichetta Universal.

Una generosa antologia composta da 36 brani, otto dei quali inediti (più rarità e preziosi duetti nella versione deluxe), e dove trovano spazio anche pezzi sconosciuti, canzoni dell’inizio come Quando ritornerai, scritta ancora prima di Xdono, ma mai arrivata alle orecchie del grande pubblico («inciderla mi ha addirittura riportato alle insicurezze di quel tempo»).

Non una semplice raccolta dicevamo, ma più «una scatola della memoria», come ha voluto definirla lui. «Recuperare i pezzi mancanti e andarli a realizzare è stato un lavorone, ma volevo che chi già mi conosce avesse qualcosa in più e chi no, potesse farsi un’idea precisa della mia storia», ha spiegato Tiziano.

Adesso non gli resta che prepararsi per il suo primo, atteso tour negli stadi. «Spesso il lavoro del cantante può essere ripetitivo: disco, promozione, tour e così via. E questa monotonia ti può inghiottire. “Lo stadio”, che è anche il nome del tour, ti rimette sull’attenti e ti costringe a rimetterti in gioco. Quando ho fatto l’Olimpico nel 2012 ho capito che non sapevo fare un concerto da stadio», ha raccontato. «Ma in questo anno e mezzo mi sono fatto furbo e ho iniziato a guardare gli altri, a partire dal concerto per l’Emilia a Campovolo. Dall’impeccabile compostezza di Ligabue, all’impressionante dinamicità di Jovanotti. E sono andato in crisi. E proprio quella crisi mi ha portato alla pace. Quindi ho deciso che il mio di stadio sarà diverso da tutti gli altri ma sarà il mio, appunto».

Nessuna nostalgia per i 17 anni passati, «la sensazione che ho, ripensando a tutto il percorso fatto, è solo di incertezza: mi chiedo sempre se sto facendo la cosa giusta», ha ammesso. «Sono molto più tranquillo di un tempo, ma non sono mai rilassato».

Nuove produzioni in arrivo? Non per il momento: «l’esperienza da produttore (Alessandra Amoroso e Baby K, ndr) è stata la più completa, bella ed emozionante della mia vita, però i fan si incazzano e gli artisti rischiano di venir messi un pochino in ombra. Ragioni sufficienti per poter dire che non penso che capiterà di nuovo, almeno non a breve».

E a proposito di fan Tiziano ha acchiappato l’occasione per ricordare che lui stesso è a sua volta ammiratore di artisti eccezionali come l’immensa Whitney Houston, Amy Winehouse, Lucio Battisti o Franco Califano («non dovrei farlo notare, ma molti di quelli che ho amato di più sono morti di recente, potrebbe essere un avvertimento per R Kelly», ci scherza su). Senza scordare la menzione d’onore per il mondo del rap, dal quale proviene, con talenti come Kayne West, Pharrel o Ed Sheeran, «il migliore esempio in assoluto di crossover di questi tempi».

E per chi stesse pensando che forse Tiziano è ancora troppo giovane per una «scatola della memoria», sappia che questa raccolta è soltanto una linea che ha deciso di tracciare per catalogare tutto quello che è successo fino a ora, fare un bel bilancio, capire cosa sta succedendo alla musica, come sta cambiando. E poi ricominciare.

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