Onstage
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Quando i Tokio Hotel erano in cima al mondo

C’è stato un periodo in cui i Tokio Hotel erano sulla bocca di chiunque. Radio, televisione, concerti in tutto il mondo, con uno stuolo di ragazzine adoranti pronte a tutto pur di seguire i loro idoli. Humanoid, il terzo disco della formazione capitanata dai gemelli Kaulitz, rappresenta il culmine di una delle carriere più fulminee (e fulminanti) del pop rock della storia recente, oltre che la chiusura di un cerchio prima di un periodo di incertezze che porterà la teen band a uno stop forzato per alcuni anni e a una trasformazione definitiva della loro proposta.

10 ANNI FA…
Essere un teen idol nel 2009 era quanto di più assurdo e desiderato potesse capitare a un giovane musicista. A dir la verità, il percorso che ha portato i Tokio Hotel a Humanoid è stato piuttosto breve e tutto sommato fortunato. Dopo aver mosso i primi passi nel 2001, i Nostri vengono immediatamente coccolati (e plasmati) dalle major arrivando al successo in patria nel 2005 con Schrei, che esploderà in maniera definitiva a livello internazionale (in Europa e in particolar modo in Italia) con la pubblicazione nel 2007 della versione inglese dell’esordio della band, Scream, grazie soprattutto all’arcinota Monsoon.

Ogni membro dei Tokio Hotel aveva ormai il proprio personaggio cucito addosso. Il cantante Bill Kaulitz, il bello e maledetto goth ed efebico, il chitarrista e fratello gemello Tom, l’alternativo ispirato allo street style e all’hip hop (ma anche al nu metal, se vogliamo), il bassista Georg Listing, con il suo ciuffo emo, e per finire Gustav Schäfer, il timido ragazzo della porta accanto che si nasconde dietro le pelli. Tra problemi alle corde vocali non indifferenti, la gestione della fama e di una schedule live pesantissima anche per veterani della musica, i Tokio Hotel arrivano a Humanoid profondamente cambiati e provati nello spirito.

IL DISCO
Humanoid viene pubblicato il 2 ottobre 2009 sia in inglese che in tedesco, facendo schizzare i Nostri al primo posto delle classifiche sia in madrepatria, che in molti altri Paesi. Il terzo disco dei Tokio Hotel prende parzialmente le distanze dalle precedenti opere del combo teutonico, lanciandosi verso un electro pop con qualche sfumatura rock (in particolar modo la title track), il tutto studiato per essere il più cantabile e catchy possibile, con chorus di presa immediata e facilmente memorizzabili anche dagli ascoltatori più distratti.

Una svolta che all’epoca è stata venduta come una maggiore maturità e ispirazione della band, nonostante i più maligni l’abbiano letta come l’ennesima ed effimera mossa commerciale. Humanoid è un tripudio di synth, tastiere ed elettronica varia ed eventuale (fatto che penalizza il vero cuore rock della formazione, ovvero Tom Kaulitz) che danno spazio alla voce ritrovata di Bill, ormai sempre più a suo agio nel ruolo di frontman consumato (e sempre più attratto dalle figure mitiche di Dave Gahan e del Bowie più eccentrico). Ogni singolo pezzo della terza fatica dei Nostri è studiato per essere cantato (e fatto cantare) live, che sia Noise, con il suo tappeto di sintetizzatori, piuttosto che l’energica Dark Side Of the Sun, o ancora l’auto-tune ostentato di Hey You, o i dolori in salsa emo-pop di Pain Of Love. Dimostrazione di quanto appena esposto è Humanoid City Live, DVD registrato al Forum di Assago il 12 aprile 2010 e pubblicato nel luglio dello stesso anno, nel quale spicca inoltre la portata della produzione dei Tokio Hotel, con un palco spaziale tra passerelle semoventi, effetti fantascientifici e abiti di scena avveniristici.

…E OGGI
Dopo la pioggia di nomination, premi e dischi venduti (i Tokio Hotel hanno smerciato un totale di 10 milioni di copie nel corso della loro carriera), per i quattro ragazzi è arrivato il momento di dire stop, e lo faranno per cinque lunghi anni di silenzio. Il prezzo del successo, soprattutto quando si è teenager catapultati in pochissimo tempo in cima al mondo, può essere davvero pesante da pagare, tra stalker, problemi personali e calo di ispirazione. Oggi però, i Tokio Hotel, oltre ad aver conquistato un equilibrio privato (Bill nel 2014 si è esposto molto apertamente sulla propria sessualità, mentre Tom ha sposato nel 2019 la ex top model Heidi Klum), hanno trovato una nuova vita nell’elettropop delle ultime pubblicazioni (il più recente album dei Nostri, Dream Machine, è uscito nel 2017), grazie anche al sostegno di una fanbase ancora fedele, pur se meno agguerrita rispetto ai tempi d’oro.

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