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Top 10 songs – I segreti degli Strokes

Top 10 songs – I segreti degli Strokes

Nikolai Fraiture e Fabrizio Moretti ci svelano qualche curiosità su alcune canzoni degli Strokes.

Hard To Explain. Nikolai: «Quella sessione la ricordo come una bolla vaga e confusa: registravi la tua parte, la riascoltavi, la completavi. In studio l’atmosfera era tutta alcol e concentrazione, che può sembrare impossibile, ma era davvero così. Ecco come è nata la canzone.»

Juicebox. Fabrizio: «E’ una canzone che ha scritto Julian Casablancas. La cosa divertente è che abbiamo dovuto spiegarla a molte persone, perché a tanti ricordava Spy Hunter. Penso comunque che sia una bella canzone, nonostante abbia delle somiglianze con la musica di un videogame.»

New York City Cops. Nikolai: «Ricordo che avevamo bisogno di un album completo, undici canzoni, e ci fu un’intensa sessione per cercare di scriverla nel modo migliore e più veloce possibile, sulla 38esima strada, nel posto dove proviamo di solito. Il vinile dell’album uscì l’11 settembre, il cd invece sarebbe uscito due settimane dopo e abbiamo dovuto togliere quella canzone dalla tracklist, per via del testo. E’ stata una nostra scelta, per una questione di sensibilità. Quindi abbiamo usato queste due settimane per registrare un’altra canzone, When It Started, che ha sostituito New York City Cops nella versione americana del disco.»

Heart In A Cage. Fabrizio: «E’ una della mie canzoni preferite degli Strokes, dolce e aggressiva allo stesso tempo. E’ stato divertente sia registrarla che girare il video, perché siamo scesi in strada e praticamente abbiamo suonato in mezzo a degli sconosciuti.»

Last Nite. Nikolai: «Di questa abbiamo messo una versione alternativa nel singolo, in cui Julian canta di Albert.»

Someday. Fabrizio: «Ho una bella storia da raccontare su questo pezzo. Una sera mi sono fermato a dormire a casa di Julian, dopo che avevamo chiacchierato molto. Quando mi sono svegliato la mattina avevo un gran mal di testa e c’era lui che cantava in bagno la melodia di questa canzone. Penso che sia davvero una bella melodia.»

Take It Or Leave It. Nikolai: «Quando scriviamo una canzone la proviamo sempre prima di ogni live e ogni volta subisce molti cambiamenti prima di essere registrata definitivamente in studio. Anche Take It Or Leave It è cambiata molto rispetto a quando è nata, prima di registrare con Gordon Raphael abbiamo fatto alcune sessioni di prove con Gil Norton che ci ha aiutato a sistemarla.»

Reptilia. Fabrizio: «Questa è la mia canzone preferita di… Com’era il titolo del secondo disco? Room On Fire. Mi piace suonarla dal vivo, penso sia stato un errore non usarla come primo singolo di quell’album, ma è un mio pensiero.»

12:51. Nikolai: «Nick stava giocando con le tonalità della sua chitarra e stava usando una tonalità molto bassa, quindi abbiamo alzato il volume al massimo e ci abbiamo lavorato su per circa due ore cercando di riprodurre quel suono simile a un sintetizzatore con la chitarra. Questo è tutto quello che ricordo su questo brano.»

The Modern Age. Fabrizio: «Penso che su questa canzone per la prima volta Julian, Nick, Albert e Nikolai si sono girati e mi hanno detto “Se vuoi essere un batterista è meglio che ci dai dentro parecchio”. Io suonavo in modo molto rilassato e da allora ho imparato, o almeno ci ho provato, a darci dentro.»

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