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Tutto quello che c’è da sapere sul dj del momento Paul Kalkbrenner

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di Laura Ritagliati
Foto di Francesco Prandoni

É uno dei dj di punta della scena elettronica mondiale, capace di trasformare ogni suo set in un’esperienza unica e irripetibile. Stiamo parlando di Paul Kalkbrenner, producer tedesco classe 1977, che da inizio 2000 a oggi ha saputo raggiungere ottimi risultati in termini di critica e pubblico (basti pensare che il suo show dello scorso febbraio a Bologna ha registrato più di 13.000 ingressi). Dopo averlo visto di recente tra gli headliner dell’edizione 2016 di I-Days Festival, Paul tornerà in Italia il 9 agosto, ospite di Postepay Sound Parco Gondar.

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BERLINO MON AMOUR
Oltre ad essere uno dei dj più quotati e conosciuti al mondo, Paul Kalkbrenner è prima di tutto uno dei massimi esponenti della scena electro berlinese. È a Berlino, infatti, che inizia a suonare intorno alla prima metà degli anni ’90. A fine decade si unisce all’etichetta discografica BpitchControl, fondata da Ellen Allien, altra storica dj del panorama berlinese. L’amore per la sua città non sembra affievolirsi, anche se (soprattutto) negli ultimi 10 anni è cambiata molto. «Per me è la migliore metropoli al mondo e offre tanto a tutti», ha dichiarato Paul in un intervista. A testimonianza del suo particolare legame con la capitale tedesca citiamo il film Berlin Calling,  che vede proprio Paul nei panni del protagonista.

NON SOLO MUSICA
Berlin Calling, dicevamo. Uscito nel 2008, diretto da Hannes Stöhr, racconta la vita di Dj  Ickarus: producer di musica elettronica di fama internazionale che, per una serie di scelte sbagliate che vanno dall’abuso di droghe all’abbandono della fidanzata, si ritrova rinchiuso in una clinica di recupero per malati psichici. Sarà l’amore per la musica a farlo risorgere dalle sue ceneri. In pochissimi anni Berlin Calling è diventato un vero e proprio film di culto anche per merito della sua colonna sonora, che racconta una Berlino contemporanea a ritmo di musica elettronica. E bravo Paul.

L’UOMO DEI RECORD
Sul palco Paul Kalkbrenner propone un vero e proprio live elettronico a tutti gli effetti, senza limitarsi a un semplice dj set. Dal vivo infatti risuona e organizza al momento i suoi pezzi, proponendo di volta in volta uno spettacolo unico. A lui piace definirsi un “musicista techno” più che un dj. È (anche) per questo che le sue date radunano migliaia e migliaia di spettatori. Basti pensare che secondo i dati diffusi dalla Siae, il live più visto in Italia nel primo trimestre 2016 è proprio quello del producer tedesco alla Unipol Areana dello scorso febbraio, che ha staccato 13.595 ingressi.

L’ELETTRONICA, UN AFFARE DI FAMIGLIA
L’amore e la passione per la musica elettronica è una caratteristica della famiglia Kalkbrenner. Il fratello di Paul, Frizt, è anch’esso un dj e musicista tedesco molto apprezzato in patria e all’estero, che dal 2004 ad oggi ha sfornato capolavori del genere come Sky and Sand , composto a quattro mani dai due Kalkbrenner. Tra i parenti stretti di Paul che condividono con lui l’amore per l’elettronica c’è anche la moglie Simina Grigoriu, dj di origine rumena.

UNA PASSIONE PER LA CLASSICA
Nel tempo libero Paul Kalkbrenner non ama particolarmente ascoltare musica contemporanea. Tra i suoi gusti musicali la classica la fa da padrone: lo aiuta, dice, ad ispirarsi senza essere influenzato da mode e stili del momento. Tra i nomi che lo hanno maggiormente influenzato c’è senza dubbio Isao Tomita, compositore e arrangiatore giapponese noto per le sue trascrizioni in chiave elettronica di partiture classiche. Aveva solo 14 anni Paul quando ha acquistato per la prima volta un suo disco, In Surround. Bilder Einer Ausstellung. Pictures of an Exhibition, rimanendo folgorato dal sintetizzatore sul retro della copertina. Tutto ha avuto inizio da lì.

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