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Vasco Rossi shock su Facebook: Fermo un anno

Che fine ha fatto Vasco?, finalmente è arrivata la risposta, pubblicata da lui stesso sulla pagina di Facebook: «I medici parlano di un periodo di almeno un anno prima di poter pensare ad un recupero completo».

Il 31 marzo alla Scala di Milano debutterà l’opera di danza classica scritta da Vasco RossiL’altra metà del cielo, incentrata sulle figure femminili che hanno reso indimenticabili le sue canzoni, da Sally Albachiara, da Jenny a Silvia, e sarà in scena fino al 13 aprile 2012. Una produzione che, come ha già spiegato il sovrintendente Stephane Lissner, nasce dalla «volontà di capire se esiste un nesso possibile tra danza e questo genere di musica», e vanterà la coreografia di Martha Clarke e l’orchestrazione di Celso Valli, già collaboratore di Vasco in passato.

Ma il rocker di Zocca come si è preparato a questo grande evento? Per tutti quelli che in questi giorni si sono chiesti «ma che fine ha fatto Vasco?», finalmente è arrivata la risposta, pubblicata da lui stesso sulla pagina di Facebook. Un post lungo, dal quale traspare una sofferenza mai nascosta nel travaglio che ha pesato sulle spalle del cantautore in tutti questi mesi di ombra forzata.

«Per ricantare le tredici canzoni del progetto AllaScala, riarrangiate da Celso valli in chiave Classica Pop ho affittato l’ultimo piano di un albergo e impiegato un mese e mezzo. Dai primi di gennaio alla metà di febbraio.
È stata un’esperienza tra le più dure e difficili della mia vita. I motivi non sono stati solo artistici. Entrare nel clima diverso creato da Celso e interpretare la canzone con la stessa emozione e le stesse intensità…mantenere il senso del testo in un ambiente musicale cosi diverso… e fare in modo che non perdessero la loro identità …non è stato facile

Tutto ciò era già una sfida notevole. Difficile e interessante . Ma il problema più grave era il mio stato di “convalescente” che non mi permetteva di avere l’energia solita e necessaria.
Le vicissitudini che tutti conoscete…i tre esami diagnostici con anestesia totale i sei mesi di antibiotici e la mia veneranda età …incidono e incideranno
ancora molto sulle mie facoltà psicofisiche. I medici parlano di un periodo di almeno un anno prima di poter pensare ad un recupero completo…

Cantare quindi le canzoni è stata una vera impresa.

Ho dovuto calcolare le forze e le energie. Ore di sonno, momenti di risveglio e preparazione, combattendo con un fastidioso raffreddore…che spesso non mi permetteva di respirare.
Le prime settimane sono state una serie di frustranti insuccessi. Non riuscivo a trovare la combinazione giusta degli elementi…energia…voce…e convinzione. Non ero ancora riuscito a cantare neppure una canzone
dopo quattro settimane. La faccenda stava diventando tragica. La tensione la nevrosi la paura di non riuscire si stavano impossessando del mio spirito malandato e fragile. Un momento veramente terribile pieno di frustrazione, abbattimento, avvilimento mortificazione e sconforto. È stato uno dei periodi più difficili della mia vita.
Poi un giorno tutti i fattori si sono improvvisamente ritrovati e impastati da una buona dose di disperazione mi hanno spinto a cominciare a cantare con enorme tensione la prima canzone. Alla fine Nicola mi dice “mi sembra che vada bene! È venuta benissimo. A quel punto dico “mettine su un’altra subito”
Risulta perfetta anche questa senza una minima pecca. Una interpretazione fantastica. Non credevo alle mie orecchie. Dico a Nicola “dai proviamone un’altra”!…e poi un’altra e poi un’altra.

Roba da pazzi! Cinque canzoni in un pomeriggio e tutte perfette. Un vero miracolo di Padre Mio. Una cosa assolutamente incredibile, impossibile, inimmaginabile. Un mese di sofferenza è esploso in un minuto di totale e completo trasporto artistico.

Non dimenticherò mai questo periodo».

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