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X Factor 2016, interviene anche il Codacons sul “caso Jarvis”

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La puntata di ieri sera 20 ottobre di X Factor ha sollevato un polverone e ora a volerci vedere chiaro è anche il Codacons. A far discutere è quello che è stato ribattezzato il “caso Jarvis“: il gruppo milanese ha passato il turno ma ha deciso di rinunciare e ritirarsi dal talent. Le motivazioni, inizialmente celate dietro “motivazioni personali” dal conduttore Alessandro Cattelan, sono invece da ricercare nel contratto discografico che dovevano impegnarsi a firmare con Sony Music.

Linkiesta ha intervistato il manager della band, che, oltre a spiegare nel dettaglio le ragioni della rinuncia, ha messo in luce anche particolari sospetti nella gestione di tutto l’iter che devono seguire i concorrenti: «i ragazzi, come tutti gli altri concorrenti, vengono sostanzialmente separati, e forzati a firmare. Del resto, la firma del primo contratto era stato ancora più singolare, come già si era evinto dalle testimonianza di concorrenti alle edizioni precedenti. A fronte di un papiro di qualche centinaio di pagine i concorrenti si ritrovano a dover apporre firme sul momento, senza poter leggere, ma alla presenza di un legale fornito dalla produzione (c’è, è vero, un’elezione di un legale di fiducia, ma viene scelto in una rosa di tre nomi, offerti tutti dalla produzione, come dire: “scegli questo mio legale, quest’altro mio legale e l’ultimo legale, sempre mio”). Nessuna lettura. Nessuna possibilità di confrontarsi con un parente, un amico, un manager, appunto» si legge nell’articolo.

E più avanti: «I Jarvis non hanno voluto firmare un contratto non previsto con la Sony. Hanno ricevuto lettere di diffida che facevano riferimento a un impegno preso con un contratto a firmare, sostanzialmente in bianco, un futuro contratto, di cui non conoscevano il contenuto, una volta che fossero stati presi ai live. Hanno richiesto di poter leggere il contratto in anticipo, ma non ne hanno avuto modo. Hanno semplicemente chiesto del tempo, e la possibilità di fare le cose secondo criterio. Così non è stato. Per questo sono stati sostituiti».

Stando così le cose, il Codacons, come riportato da ADNKronos, «ha chiesto alla Procura e all’Autorità Garante per le Telecomunicazioni di aprire un’indagine “per violazione dei termini della gara”». Violazioni che hanno coinvolto non solo i diretti interessati, ma anche potenzialmente danneggiato i consumatori, che il Codacons si propone di tutelare: «Dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi… al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti».

I comportamenti a cui si fa riferimento sarebbero legati anche a come è avvenuto il loro coinvolgimento. Il loro manager Lars Premoli, sempre attraverso Linkiesta, ha infatti raccontato che «la loro partecipazione a X Factor non è stata una loro idea. Un redattore del programma li ha avvicinati al Rock’n’ Roll di Milano, storico locale dove si tengono live in zona Stazione Centrale, fingendo di trovarsi lì per caso e invitandoli a presentarsi alle audizioni. Il ragionamento espresso dall’autore, dice il manager, è stato semplice. Gli ultimi artisti che hanno funzionato tra quelli usciti dai talent sono state band maschili, dai Dear Jack di Alessio Bernabei ai The Kolors. X Factor non ha mai fatto nulla di rilevante, a riguardo, questo sarebbe potuto essere l’anno giusto» e più oltre che: «I Jarvis, che sono passati, che prima erano stati invitati a partecipare, che sanno di essere una priorità del programma, perché questa cosa è stata più volte ripetuta loro, non accettano. Volano parole grosse. Partono lettere di diffida. Minacce di richieste danni ingentissimi». Da cui i sospetti del Codacons e i relativi provvedimenti.

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