Yes We Cannes

Nanni Moretti e Paolo Sorrentino concorrono per la Palma d’Oro al 64° Festival di Cannes, dall’11 al 22 maggio, ma un premio l’Italia l’ha già conquistato grazie a Bernardo Bertolucci.

I francesi sanno rendere chic un’insalata verde con le loro salse, non c’è da stupirsi dunque che il Festival di Cannes sia il più prestigioso, il più glamour, il più raffinato, il più autorevole tra le manifestazioni cinematografiche mondiali. Ogni anno, in quei dodici giorni di maggio, Cannes si popola di intellettuali, artisti, celebrità, produttori, distributori e si sovrappopola di curiosi. Gli organizzatori del Festival si gongolano con gli autori e le star di grido sul red carpet, o meglio sulla Montée des Marches. Lontano dai riflettori, invece, si fanno affari nei padiglioni del Marché, una vera fiera della compravendita di film. Sono circa 30.000 gli accreditati che costituiscono l’insieme di tutte le figure professionali della settima arte. Non mancano i giornalisti che hanno fatto di Cannes il festival mediaticamente più coperto di qualunque altro. Ammontano a oltre 4000 gli inviati da tutto il mondo in rappresentanza di 1600 testate, perché solo a Cannes l’arte del cinema nella sua più alta espressione riesce a conciliarsi con la mondanità. I numerosi eventi collaterali a bordo di yacht, nei privè sulla spiaggia e dentro alberghi di lusso sono l’intrattenimento ideale per i facoltosi in trasferta. Tra questi, la tradizionale serata di gala dell’AmfAR a scopo benefico nella quale la madrina Sharon Stone s’improvvisa banditrice d’asta. Ma qual è il segreto di Cannes? La Mostra di Venezia è più longeva, la Berlinale non è meno autorevole, perché non hanno lo stesso richiamo? Vale la pena azzardare la risposta: non hanno la Croisette, né la primavera. Passeggiare sotto le palme in riva al mare, in maniche corte con lo sguardo all’orizzonte e respirare aria di cinema e salsedine… è tremendamente piacevole, mentre da qualche altra parte della città quell’aria è respirata da Pedro Almodóvar, Lars von Trier e Terrence Malick. Insieme a loro e ad altri maggiori cineasti contemporanei, sono tre gli autori italiani invitati quest’anno. Nanni Moretti è un habitué ormai, con cinque film selezionati in passato, tra i quali Caro Diario che gli è valso il Premio per la Regia nel 1994 e La stanza del figlio, Palma d’Oro nel 2001. Pur di avere il suo Habemus Papam gli organizzatori sono andati contro le loro stesse ferree regole accettando il film nonostante fosse già uscito in sala in Italia. Paolo Sorrentino si è visto consegnare il Premio della Giuria nel 2008 per Il divo, quando a presiederla c’era Sean Penn. Tra i due sbocciò l’amore (artistico) il cui frutto This Must Be the Place – storia di una ex rock star interpretata da Penn che va alla ricerca del persecutore di suo padre – non poteva non avere la sua prima mondiale proprio sul luogo del delitto. Entrambi i film sono in concorso per aggiudicarsi la Palma d’Oro, assegnata quest’anno da Robert De Niro e dai suoi otto giurati (tra i quali Uma Thurman e Jude Law). Chi una Palma l’ha già in tasca è Bernardo Bertolucci che la riceverà per una carriera la cui “implicazione politica e sociale, portata con  profondo lirismo e con una messa in scena precisa ed elegante, ha dato ai suoi film un posto singolare nella storia del cinema mondiale”, sentenzia il Festival a ragione. Infine tra i grandi si affaccia anche una piccola esordiente, la 29enne Alice Rohrwacher, sorella di Alba e regista di Corpo celeste, film selezionato nella sezione collaterale Quinzaine des Réalisateurs.