5 Seconds of Summer a Milano: senza infamia e senza lode

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I quattro australiani fanno il tutto esaurito a Milano: la prova è appena sufficiente e la strada per diventare degli animali da palcoscenico come le star sulle loro magliette è ancora molto lunga. La recensione del concerto dei 5 Seconds of Summer del 9 maggio 2015.

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 9 maggio 2015. Parte con un conto alla rovescia il concerto dei 5 Seconds of Summer al Forum di Assago, seconda data italiana dopo Torino. Il via allo show lo danno le fan con una serie di urla da far tremare la platea, appena vedono sugli schermi che mancano due minuti all’inizio. Un lungo riff ripetuto di chitarre accompagna l’entrata in scena della band australiana e riscalda l’atmosfera già incandescente. Il pubblico, quasi solo ragazzine tra i 12 e i 15 anni, urlano tanto forte da coprire le voci dei cantanti. I 5Sos funzionano come band e sul palco le voci di Calum, Luke e Michael si fondono bene. Ashton competa il quadro dietro alla batteria posta su una pedana mobile che si alza o si abbassa a seconda del pezzo. La loro età media non supera i 19 anni eppure dimostrano un affiatamento e una sicurezza sul palco degni di nota per un gruppo che fino a pochissimi anni fa non era mai uscita dall’ Australia.

Manca però un frontman cazzuto (e anche un po’ cazzone) in stile Billie Joe Armstrong, padre di quel pop-punk e punk-rock cui la band si ispira per le performance (da rivedere l’omaggio non particolarmente riuscito con la cover di American Idiot). Dal vivo i quattro sono molto più grezzi e rockeggianti che su disco e questo va premiato: peccato solo che a lungo andare annoino. Si limitano a cantare, suonare e talvolta a spostarsi da un lato all’altro del palco senza particolari interazioni con il pubblico. «You’re very loud», urla al microfono la prima voce Luke, prima di intonare Don’t Stop il secondo singolo del loro fortunatissimo omonimo album. Seguono Beside You, You’re So Perfect e in chiusura, dopo appena un’ora di concerto, What I Like About You, cover di The Romantics che fa ballare le quasi 12mila persone presenti.

Non avranno quella vena ribelle che ha contraddistinto i loro idoli, ma si può capire perché le teenager di oggi non si sarebbero perse per nulla al mondo i 5 Seconds of Summer. Saranno anche l’ennesimo fenomeno teen di passaggio ma tra qualche anno avranno forse un piccolo merito: aver fatto conoscere a molte ragazzine le band storiche ritratte sulle loro magliette. Nirvana, Rolling Stones e Rancid sono solo alcuni dei nomi sulle t-shirt che alcune ragazze hanno sfoggiato all’evento copiando il loro stile. Resta solo un dubbio: come diavolo ci è finita una fan (o presunta tale ma con tanto di canotta) degli Iron Maiden allo show dei 5Sos?

Guarda le foto del concerto di Milano

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