Aerosmith da leggenda a Milano. La recensione del concerto

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Gli Aerosmith hanno conquistato l’Arena di Rho Fiera con una performance esagerata. Ecco cos’è successo all’attesissimo concerto del 25 giugno 2014. Foto di Francesco Prandoni.

Arena Rho Fiera, Milano, 25 giugno 2014. Non è poi così facile parlare del concerto degli Aerosmith di ieri sera. Uno show assolutamente perfetto, per il quale è impossibile trovare termini adeguati a spiegare una serata in cui tutto è stato meraviglioso: la forma dei musicisti (tutti oltre i Sessanta) presenti sul palco, i volumi e il sound maestoso del combo, le luci, le scenografie, la scaletta, l’intesa, le pose e la complessiva prestazione dei Nostri.

Niente è fuori posto, nessuna imprecisione, Tyler è galattico dall’inizio alla fine e in possesso, a sessantasei anni suonati, di una voce che non teme alcun paragone nel panorama hard rock contemporaneo. Steven è l’impressionante valore aggiunto a un meccanismo plasmato da anni di eccessi e di trionfi, un istrione talmente padrone del palco e dell’attenzione di ogni singolo rocker presente da potersi permettere ogni cosa che gli viene in mente: cantare coi familiari, portare le telecamere di lato al palco per presentare i suoi tecnici, affrontare un pezzo difficilissimo come Dream On a fine serata senza nemmeno aver preso fiato. Anche la sua immagine è credibile, uno che sarebbe considerato un vecchio rincoglionito con tutti quegli orpelli (sciarpe, cappellini, frange) su di sé, è ancora una delle più grandi Rockstar (sì con la erre maiuscola) attualmente in circolazione, da adorare e rispettare.

Guarda le foto del concerto.

Il resto è riassunto nei primi tre pezzi coi quali gli Aerosmith decidono di aprire la serata: Mama Kin, Eat The Rich e Love In An Elevator. Potremmo andare tutti a casa subito dopo, tanta è la grinta, la fame e la voglia di spaccarci in quattro che Joe Perry e soci dimostrano salendo sul palco. Ma la scaletta ha ancora molto da riservare. La resa sonora è per una volta molto buona, i volumi scannano i padiglioni auricolari anche a metà arena e la regia del gruppo permette anche a chi è lontano, grazie a tre megaschermi, di godersi l’evento. E di persone lontane ce ne sono a iosa, un pienone clamoroso quello registrato dall’Arena Fiera di Rho, che ha sicuramente superato le trentamila presenze.

Le hit arrivano senza soluzione di continuità, chi si aspettava quattrocento ballate rimane deluso e deve accontentarsi di scariche di hard blues da far paura, come sulla spaziale Livin’ On The Edge, che avremmo voluto non finisse mai. Certo, i romanticoni se la godono alla grandissima su I Don’t Wanna Miss A Thing, ma non c’è spazio per troppi sentimentalismi: Rag Doll, Sweet Emotion, Dude (Looks Like A Lady), Rats In The Cellar e Same Old Song And Dance sono un greatest hits pazzesco, che ripaga la folla dei soldi spesi e delle attese sotto la pioggia di chi era lì dalla mattina.

Un evento anche per chi non è esattamente un fan di primo pelo della band americana, capace dopo più di quarant’anni dall’uscita del debut album di essere ancora tra i dominatori assoluti della scena rock internazionale. Leggende viventi.

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