Concerto da star per Alessandra Amoroso al Forum di Assago

Recensione-Concerto-Alessandra-Amoroso-Milano-3-dicembre-2013

Alessandra Amoroso ha conquistato Milano con un concerto ricco di emozioni. Grandissima prestazione vocale ed enorme intesa con il pubblico adorante che ha riempito il Mediolanum Forum di Assago. Domani si replica a Roma. Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum Assago, Milano, 3 dicembre 2013. Un concerto da diva per Alessandra Amoroso. Il suo nuovo Amore puro tour è quello della consacrazione definitiva per la ex timidissima vincitrice di Amici di Maria De Filippi. Quello andato in scena ad Assago è uno dei due show di anteprima che anticipano la fase primaverile, occasione perfetta per capire se Sandrina, già a 27 anni, possa oramai essere considerata una delle regine della musica leggera nazionale. La risposta è inevitabilmente affermativa, specialmente dopo queste due ore di set.

Alessandra appare appena dopo le 21 proponendo la titletrack del suo ultimo album, sfoggiando il vestito rosso visto appunto nel videoclip di Amore puro. Lei on stage è realmente una bomba: bellissima, appariscente e con una voce fuori dall’ordinario. Il palco è quello delle grandi occasioni, con impianto luci di livello internazionale e schermo di sfondo sul quale, a seconda dei pezzi, passano immagini diverse per accompagnare il pezzo. Già verso la fine del brano di apertura però capiamo come, nonostante l’apparenza da superstar, la Amoroso sia rimasta quella di sempre: una coreografia organizzata dal Fan Club (dei cartoncini che compongono la scritta Amore Puro) appare all’improvviso, provocando la commozione della cantante che non riesce a trattenere le lacrime e a finire la canzone come probabilmente avrebbe voluto.

Mentre attacca la successiva Il mondo in un secondo, Tiziano Ferro sbarca in tribuna gold, scatenando il pandemonio tra le tante fan assiepate sugli spalti. Poco dopo sparisce dietro le quinte in un attimo, lasciando la scena a Marco Mengoni e a Gigi D’Alessio, che raggiunge il proprio posto nel corso della terza traccia in scaletta Non devi perdermi.
Alessandra nel frattempo si scrolla di dosso l’emozione, ringraziando la propria big family e ironizzando sul fatto che teneva molto a non piangere questa sera: “Sapete avevo promesso a tutti che non avrei pianto, ma mi avete sorpreso ancora una volta e non ce l’ho fatta a trattenermi”. I nuovi arrangiamenti preparati per questo nuovo tour si apprezzano sui pezzi più datati come Stupida, mentre dei ventidue complessivi presenti in setlist, la metà esatta è rappresentata da quelli del recente disco in studio Amore puro, che viene eseguito interamente anche se in ordine diverso rispetto alla tracklist del cd. Intanto Tiziano Ferro riappare sul palco (clicca qui per guardare la gallery) per salutare il pubblico e rendere omaggio a quella che lui stesso definisce “un’artista puntuale, professionale e che ha tantissima voglia di imparare”.

La cosa che davvero impressiona della Amoroso, è la naturalezza con cui arriva in fondo a due ore di concerto, conservando ancora le energie vocali giuste per cantare Immobile con cui manda a nanna tutto il suo fedelissimo pubblico. Non servono fondamentalmente i quattro cambi d’abito, tanto meno coriste (ce ne è solo una, bravissima tra l’altro) di supporto nelle parti più difficili, piuttosto che trucchi di scena elaborati per consentirle di riprendere fiato: la sua spontaneità, l’umiltà e il suo essere vera sono le doti, oltre alla stratosferica ugola che si ritrova s’intende, che le hanno permesso di conquistare così tante persone in quattro anni. Le stesse persone che sul bis conclusivo mollano le giacche sulle sedie del parterre per lanciarsi sotto il palco a salutarla e riprenderla meglio con l’iPad. Una popolazione trasversale, che include bambini, ragazze e adulti innamorati della musica melodica nazionale, che vedono in Sandrina la migliore giovane promessa oramai diventata una realtà assoluta.

Volendo fare i critici a ogni costo, un po’ di rammarico si avverte nel vedere come questo stesso pubblico non risponda così entusiasticamente quando vengono proposte Hell Or High Water e la doppietta I’m A Woman/Clip His Wings (spettacolare vedere la cantante saltare felice e correre per il palco scalza quasi come non vedesse l’ora di lasciarsi andare un po’ di più), brani soul-pop mostruosamente coinvolgenti e ritmati sui quali Ale si scatena, facendo pensare a come, se fosse nata in un altro paese, avrebbe potuto aspirare a una popolarità internazionale, senza sfigurare affatto nel confronto, tanto per fare dei nomi, con una Anastacia. Chissà se la Amoroso nel prossimo futuro, troverà il modo di seguire quella che è una sua evidentissima inclinazione a livello di sound e di groove, oppure dovrà bene o male continuare a “limitarsi” artisticamente, rimanendo comunque una numero uno assoluta internamente al filone della della ballata emozionale tricolore…

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni