Alter Bridge col pilota automatico a Roma, ma sempre grandi

Alter Bridge Roma 11 novembre 2013 recensione

A Roma, primo dei due concerti in Italia degli Alter Bridge (nell’ambito del Fortress Tour 2013). La band di Myles Kennedy mancava dal nostro Paese da due anni. Ecco la recensione della serata. (foto di Roberto Panucci)

Atlantico Live, Roma, 11 novembre 2013. Che gli Alter Bridge fossero in forma lo avevamo già verificato quasi venti giorni fa a Parigi. La band che si presenta sul palco di Roma è oramai una macchina rodata che non perde colpi e tantomeno tempo in chiacchiere. Diciotto canzoni per un’ora e tre quarti di show, tantissima sostanza e poche parole. A dire il vero troppo poche. Escludendo un paio di siparietti divertenti del cantante Myles Kennedy con le prime file, e i classici ringraziamenti di rito sugli ultimi pezzi, l’interazione col pubblico è stata vicina allo zero.

C’è un motivo però. La band non ha alcun bisogno di inventarsi altro oltre a ciò che sa fare meglio, ovvero suonare e spaccare, per mandare fuori di testa tutti i presenti. Un pezzo dietro l’altro, introduzioni dei brani ridotte al minimo e addirittura nessun accenno al nuovo album Fortress da poco uscito. Basta un riff, un arpeggio e il delirio si scatena istantaneamente. Un quartetto che sa il fatto suo e riversa su una platea adorante una valanga di decibel sin dall’apertura, oramai tradizionale, con Addicted To Pain. A dire il vero all’inizio l’acustica è terribile, un pastone sonoro indecifrabile che, molto lentamente, viene fortunatamente calibrato meglio nel corso del concerto. Non rimarrà comunque una serata memorabile sotto il profilo del “piacere d’ascolto”, per lo meno nel parterre, in zona mixer; per questo motivo non azzardo eccessive analisi critiche sull’esecuzione delle varie canzoni e sulle performance dei singoli (abilissimi) musicisti.

Di contro i fan italiani dimostrano per l’ennesima volta agli Alter Bridge che qui sono a casa loro. In uno dei rari momenti di ringraziamento, Myles dice chiaramente “E’ sempre incredibile suonare qui in Italia, è davvero importante per noi tutto questo grazie”. Come dargli torto? I tremila (e forse più, dato che dentro al locale non si respirava e si faticava a muoversi) dell’Atlantico cantano ogni ritornello, intonano gli assoli e sui brani più noti coprono totalmente la voce del singer. Platea caldissima che ci auguriamo di ritrovare anche al Forum di Assago.

Della serata nella Capitale ricorderemo l’esecuzione di Farther Than The Sun e Lover, perle contenute nell’ultimo disco Fortress, una versione quasi totalmente interpretata dal pubblico di Open Your Eyes, la solidità di Cry Of Achilles e Calm The Fire, le certezze rispondenti al nome di Blackbird, Come To Life e Metalingus. Un’altra grande serata di rock con gli Alter Bridge, capaci anche quando sono in modalità “pilota automatico” di regalare emozioni ben oltre le normali aspettative.

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