Il raffreddore non ferma Anastacia: con lei sul palco del Fabrique anche Kekko dei Modà

anastacia-milano-27-ottobre-2014-recensione

Anastacia affronta lo show di Milano con qualche problema di voce, ma la classe cristallina e l’affetto dei fan rendono la serata comunque speciale. La recensione del concerto del 27 ottobre 2014. Foto di Francesco Prandoni

Fabrique, Milano, 27 ottobre 2014. Ce la mette tutta Anastacia per nascondere un brutto raffreddore e regalare ai fan un concerto indimenticabile. Sin dalle prime strofe di Left Outside Alone si capisce che qualcosa non quadra: una voce troppo nasale che arranca sulle note più alte e troppe parti lasciate al pubblico. «Non ce la faccio, fermi», così la popstar si rivolge ai suoi musicisti e alle sue due coriste prima di assentarsi. Per un minuto interminabile le luci rimangono immobili prima che Anastacia dia l’annuncio: «Devo dirvi la verità perché vi stavo tenendo un segreto. Ho un bruttissimo raffreddore e questa sera non potrò raggiungere tutte le note più alte. Spero che mi perdonerete…», dice al microfono. Non a caso il giorno dopo saranno rinviate due date del tour.

La maggior parte dei presenti capisce quanto sia difficile per un’artista del suo calibro pronunciare queste parole e la consola con un: «We love you». Purtroppo c’è chi dopo questa confessione e svariate canzoni tirate come Sick and Tired, I Paid My Dues non recepisce il messaggio in lingua inglese e si ostina a chiedere alla cantante di tirar fuori la voce, che però non ha.

Problemi d’estensione a parte, Anastacia si rivela una vera show-woman, capace di far divertire il pubblico ballando e con alcune gag spontanee come quando pronuncia «vasellina» anziché il nome incomprensibile di una fan. La 46enne riesce a mantenere il controllo della situazione anche dopo  un attacco sbagliato e dopo essersi resa conto dell’impossibilità di intonare dall’inizio alla fine canzoni come Welcome To My Truth e Stupid Little Things. «Ho vinto il cancro due volte, vuoi che scappi proprio ora?», deve essersi detta. Il tour e il suo ultimo disco si chiamano proprio Resurrection, con un chiaro riferimento alla malattia che l’ha tenuta lontana dal palco per lunghi periodi.

Un applauso va alle due coriste che brillano di luce propria sostituendo la cantante e improvvisando, a costo di leggere i testi su un foglietto, come succede durante il momento rock, o meglio «sexy e interessante», come l’ha definito la stessa popstar. Tra uno sguardo ammiccante e un movimento di bacino, la statunitense infiamma il Fabrique con dei classici come Back in Black e Sweet Child O’ Mine. La chicca della serata è Lifeline in coppia con Kekko dei Modà che stringe forte la collega in segno d’affetto. Il finale non è di certo facile: tre pezzi tosti come Freak of Nature, One Day In Your Life e I’m Outta Love. Ma i fan la aiutano, cantando con lei ogni singola parola.

Anastacia non sarà stata al 100 per cento ma annullare uno show a poche ore dall’inizio non avrebbe risparmiato ai supporter delusioni e arrabbiature e sicuramente i fan non si sarebbero guadagnati un post riconoscente su Twitter con il quale l’artista li ha apertamente ringraziati. Una menzione particolare va poi alla band rock di apertura, i Fyre, capitanati dalla carismatica argentina Alejandra Burgos Tolo. Nonostante un pubblico fuori target e piuttosto ingessato, si sono guadagnati un lungo e meritato applauso prima di lasciar spazio alla popstar americana.

 

 

You ALL are the reason I am too hard to break!!!! #resurrection #italy #sprock

Una foto pubblicata da Anastacia (@anastaciamusic) in data

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni