Ariana Grande manda in visibilio le teenager di Milano

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Mediolanum Forum, Assago (Milano), 25 maggio 2015. Milano è stata scelta per ospitare il primo e unico (per il momento) concerto italiano di Ariana Grande. Nata negli Stati Uniti 22 anni fa da padre siciliano e madre abruzzese, la ragazza sembra avere tutte le carte in regola per candidarsi a nuova stella nascente del pop internazionale. Voce non indifferente, occhi da gatta e un passato da attrice (diventata celebre tra i giovanissimi grazie alla sit-com Sam & Cat), la cantante ha portato in scena il suo The Honeymoon Tour.

Dal numero di genitori che controlla con occhio vigile le figlie all’ingresso del palazzetto capisco che l’età media dei presenti sarà molto bassa. Rimango colpita dai discorsi tra una madre con capigliatura afro e t-shirt dei Run DMC e la figlia, armata di bandana e cartellone omaggianti alla sua beniamina. La donna le racconta quello che fu il suo primo concerto mentre la bambina la fissa con occhi increduli che sembrano dire «non ci credo, anche tu sei stata giovane un tempo».

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Alle 20 gli inglesi Rixton, scelti come opening act, scaldano per bene il pubblico con falsetti e ancheggiamenti degni delle boy band più rodate. Ragazzine – anzi bimbe – con extension colorate e accessori luccicanti si mettono in posa per le foto ricordo scattate da pazienti genitori. È un tripudio di cerchietti con orecchie da gatto, il “marchio di fabbrica” della cantante.

Puntuali calano le luci e sale sul palco Ariana, accompagnata da otto musicisti e altrettanti ballerini. Inizio col botto – con tanto di fuochi d’artificio – con Bang Bang, singolo di successo che vede la partecipazione di Nicki Minaj e Jessi J. Le urla del pubblico a seguito del suo «ciao Milano» di benvenuto mettono a dura prova i timpani. Già dai primi brani presenti in scaletta si capisce che la ragazza ha una voce notevole, che non sembra avere cedimenti neanche quando fa il suo ingresso sospesa su una nuvola di cartapesta o su un gigantesco lampadario di cristallo. Coreografie, effetti speciali, giochi di luce e colori non si risparmiano. Americans do it better, c’è poco da fare.

Nonostante le movenze e gli ammiccamenti da vamp Ariana non è poi molto diversa dalle migliaia di ragazzine accorse per vederla: tacco dodici e paillettes non riescono a nascondere la corporatura da scricciolo e il viso ancora più simile a quello di una bambina che a quello di una donna. La cantante trova lo spazio anche per omaggiare le sue origini. «Sono orgogliosa di essere italiana, Italia ti voglio bene», strappa applausi tra un brano e l’altro. Il Forum esplode con One Last Time, mentre sulle note di My Everything Ariana si commuove alla vista della moltitudine di cartelli con scritto «sei bellissima». Sembra sincera e questo fa sperare che non si sia (ancora) fatta travolgere e anestetizzare dalle dinamiche del music business americano.

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