Bagno di folla per il ritorno degli Avenged Sevenfold a Milano

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E’ stato un vero evento il concerto degli Avenged Sevenfold a Milano. Una serata che resterà a lungo nella mente di fan e band. Ecco la recensione dello show. Foto di Elena Di Vincenzo.

Assago (Milano), Mediolanum Forum, 23 novembre 2013. Possono non essere le persone più simpatiche del pianeta. Possono non piacere alla vecchia guardia metallara perchè il loro look è tutto tranne che true. Possono far storcere la bocca per il fatto che, quando va bene, suonano un’ora e mezza pause e assoli inclusi. Possono starvi antipatici perchè nell’ultimo disco copiano paro paro quanto fatto (meglio) da Metallica e Guns N’ Roses nel 1991. Detto questo, gli Avenged Sevenfold hanno spaccato di brutto al Mediolanum Forum. E basta.

Palazzetto che registra un altro pienone, quasi come se a partire dal concerto dei Nine Inch Nails a fine agosto in poi ad Assago debbano esserci come minimo ottomila persone a salire per gli eventi ospitati in questa location. A dire il vero la sera del 23 novembre ce n’erano almeno diecimila se non di più, un’affluenza inaspettata e francamente bella da vedere, considerando che sul palco transitava una delle band di maggior successo tra le nuove leve della musica pesante. Prima di loro solo nomi come System Of A Down, Rammstein e Slipknot potevano vantarsi di aver ottenuto successi simili, ma ora anche gli A7X sono una realtà di primo piano che, volenti o nolenti, è assolutamente da tenere in considerazione.

Palco gigantesco, scenografie di livello e luci di prima fascia. Mancano i fuochi però. Forse dopo il set dei Kiss di giugno, si è deciso lo stop ai pyros ad Assago, ed è francamente un peccato. Il frontman M. Shadows lo dice chiaramente dopo un paio di pezzi: “Abbiamo una brutta notizia, stamattina abbiamo saputo che non avremmo potuto utilizzare i nostri fuochi d’artificio, ci dispiace molto. Tuttavia con voi come pubblico so già che questo sarà un concerto eccezionale!”. Difficile dargli torto. Sin dall’opener Shepherd Of Fire e dalla successiva, conosciutissima, Critical Acclaim il boato della folla raggiunge decibel altissimi . Se da un lato il microfono di Shadows è forse stato messo volutamente in secondo piano rispetto al resto della band  – il singer ha avuto dei problemi alla gola durante la data di ieri in Austria, stasera non ha sfigurato ma ha lasciato molte parti ai fan e ha effettivamente evitato le note troppo alte – è innegabile che sembra di stare a uno show dei One Direction: i ragazzi e le ragazze presenti cantano ogni strofa, fanno cori sugli assoli e coprono con le loro voci l’intera band, senza lasciare da parte nemmeno le urle isteriche tipiche di scenari da boy band. Dopo i primi due brani lo stesso frontman dice “State scherzando? Questa è la folla più rumorosa che abbiamo mai avuto in quindici anni di carriera!”

E si andrà avanti così anche per tutte le canzoni successive, pure quando l’atmosfera si calmerà e i ritmi rallenteranno con Buried Alive e Fiction. Prima era stato il macello più totale, con tanto di circle pit d’ordinanza su Welcome To The Family e il sing along di Hail To The King.

Le cover di You Could Be Mine dei Guns e di Sad But True dei Metallica viaggiano in scioltezza (in realtà si tratta di Doing Time e This Means War, due nuovi pezzi che prendono vagamente spunto dai classici citati), mentre Nightmare ed Afterlife vengono accolte con un entusiasmo sconfinato. Quando dopo un assolo di Synister Gates che progressivamente coinvolge la band in una breve jam session, arrivano le bombe dal passato Bat Country e Unholy Confessions, ci ricordiamo quanto erano fighi gli Avenged che mischiavano il metalcore con le sonorità classiche, ottenendo un sound originale e che, fino al 2005/06 interessava ben pochi appassionati. Da quando hanno deciso di semplificare le loro composizioni in favore di un impatto maggiore, diretto, frontale e per nulla complicato, hanno trovato successo, soldi e fama.

Hanno vinto loro, poco da dire: sul palco sono impeccabili, nessun movimento è casuale, la loro freddezza esecutiva è anch’essa studiata per farli apparire ancora più belli, dannati e irraggiungibili, perfetti se vogliamo, dato che i Sevenfold suonano proprio come su disco, senza sbagliare nulla. Bisogna obbligatoriamente dargliene atto e rendergli omaggio, specialmente dopo concerti come quello del Forum di Assago, lasciando da parte stupidi pregiudizi che, dopo stasera, sono inevitabilmente spariti.

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