Baglioni e Morandi insieme funzionano anche meglio del previsto

baglioni morandi roma settembre 2015

Foro Italico, Roma, 10 settembre 2015. Tre ore di concerto. E un pubblico in delirio fino all’ultima nota, quando ormai è passata da un quarto d’ora la mezzanotte e né gli spettatori né gli artisti sembrano essere intenzionati a lasciare la scena. È stato un debutto felice quello di Claudio Baglioni e Gianni Morandi, che ieri sera si sono esibiti nel primo dei dieci concerti “a due” al Foro Italico di Roma. 11, 12, 14, 15, 17, 18, 19, 21 e 22 settembre le prossime date. Un sodalizio pensato da anni e che vede ora la luce sul palcoscenico.

Cominciano con il nuovo singolo Capitani coraggiosi. Alle loro spalle una scenografia minimal: postazioni bianche su vari livelli per i musicisti e i 5 coristi. Luci di scena a illuminare il palco e il pubblico. Nulla di stravagante. Il pubblico (grande la presenza femminile) si alza in piedi e li saluta con un boato.

Io sono qui, brano di Claudio Baglioni, è il secondo in scaletta. I due cantanti suonano la chitarra –elettrica per Baglioni, classica per Morandi – ma cambieranno spesso strumento durante tutto il concerto, passando anche al piano (Baglioni) e al violoncello (Morandi). Segue Scende la pioggia, un classico di Gianni Morandi che ottiene un’ottima risposta dal pubblico.

Gli artisti si dividono lo spazio del palco senza mai sovrastarsi. Lo stesso accade nei brani: alcuni vengono eseguiti insieme, altri da solisti mentre l’altro accompagna con la chitarra. All’inizio del concerto appaiono forse un po’ rigidi per l’emozione, ma passata la prima ora entrambi cominciano a sentirsi completamente a proprio agio, aiutati anche da un pubblico affettuoso che non manca di far sentire il proprio sostegno.

Anche la scaletta è ben bilanciata. Si va da brani eseguiti in maniera acustica, come l’emozionante Canzoni stonate di Morandi, ai pezzi più complessi, come E adesso la pubblicità di Baglioni, eseguita insieme alle coriste e a tutti gli altri musicisti. Ognuno porta i suoi successi più grandi. La fisarmonica, In ginocchio da te, C’era una ragazzo… per citare alcuni brani di Morandi. Mentre Baglioni risponde con Sabato pomeriggio, Piccolo grande amore, E tu. Si esibiscono anche in una canzone di Umberto Bindi, Ovunque sei, del 1960. «Ogni sera faremo un omaggio a una canzone italiana non nostra», spiega Baglioni.

Uno dei momenti più divertenti della performance si ha verso la fine del concerto, quando i due artisti scendono in platea con le chitarre e si esibiscono in un medley tra gli spettatori (da Signora Lia a Fatti mandare dalla mamma). È qui che la componente femminile del pubblico mostra il suo lato più indisciplinato. Si allungano mani, braccia, smartphone pur di toccare e immortalare i due idoli scesi dal palco. Baglioni, tra l’imbarazzato e il divertito, finge una strigliata: «Ma vi volete sedere?». Però riportare all’ordine è ormai impossibile. Quando – a mezzanotte passata – Baglioni e Morandi risalgono sul palco e intonano Bella signora, nessuno è più seduto al proprio posto: sono corsi tutti sotto al palco a cantare e fare foto. Mille giorni di te e di me e Uno su mille sono tra gli ultimi brani, cantati ormai in compagnia del pubblico.

Le luci si spengono verso mezzanotte e mezza, dopo tre ore abbondanti di concerto e nessun accenno di stanchezza. Ci sono solo sorrisi sui volti dei cantanti, che stasera dovranno trovare le energie per una seconda data dirompente quanto la prima.

Clicca qui per leggere la scaletta dei concerti.

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