Ben Harper acustico a Milano, classe cristallina e grandi emozioni

Ben Harper Milano 2014 recensione

Il tour acustico con cui Ben Harper ha deciso di girare il mondo nel 2014 è passato anche da Milano nella serata del 13 maggio. Il talentuoso e amatissimo artista americano ha regalato uno show di grande spessore e impatto emotivo. Ecco la recensione del concerto.

Milano, Teatro Linear4Ciak, 13 maggio 2014. La rinascita di Ben Harper passa ancora una volta dall’Italia. Dopo mille vicessitudini personali e piccole rivincite, il fuoriclasse americano decide di mostrare ai fan nel nostro Paese la sua essenza e la sua poesia – la tappa di Milano è una delle 5 italiane programmate nel suo lunghissimo tour acustico mondiale. Il nuovo Ben è più in forma che mai, nuovamente ispirato accanto alla sua amata mamma Ellen, con cui ha recentemente inciso uno splendido e toccante lavoro, Childhood Home, che indaga da dentro il significato della famiglia, degli affetti più cari e dell’amore che lega una madre ad un figlio.

La (nuova) location milanese è gremita in ogni ordine di posto. Mr Harper si presenta con l’annunciato spettacolo unplugged. Cappello in testa, camicia a scacchi, jeans, scarpe da ginnastica, attacca con Welcome To The Cruel World, una delle canzoni più significative degli esordi – titletrack del primo disco. Tra cambi di chitarre e soffuse atmosfere, il cantautore californiano trova a fatica il suono desiderato, ma una volta raggiunto, dà sfogo a tutta la sua classe: bellissima la versione di Roses From My Friends ed infuocati gli arrangiamenti  di Diamonds On The Inside ed Excuse Me Mr, dove la voce di Ben si erige sola, graffiante, calda ed estremamente potente.

La dimensione del concerto è quella giusta: il protagonista dialoga con il pubblico, scherza, vuole partecipazione, ringrazia sentitamente. Traspare il momento felice della sua vita che, senza secondi fini puramente legati al music business, vuole condividere con chi gli vuole bene. Dopo una commovente Waiting On An Angel ed una coinvolgente Fight Outta You, accampagnata da un caloroso battito di mani del pubblico, ecco il momento di mamma Ellen. Ben la presenta orgoglioso, la fa sedere accanto e duetta con lei accompagnandola prima alla chitarra e poi al pianoforte. Ellen, emozionata, sorride timidamente, cantando senza sbavature City Of Dreams e la dichiarazione d’amore Born To Love You, composte insieme al figlio ed inserite nell’ultimo lavoro.

Da questo momento Ben accellera, non si risparmia e rende omaggio ad alcuni dei suoi idoli musicali: il primo è Charles Musselwhite con cui ha recentemente collaborato, celebrato con una ferocemente “vissuta” chitarra dodici corde in I Trust You To Dig My Grave. Il secondo è niente meno che sua maestà Neil Young, con un’inedita versione di Heart Of Gold, molto vicina all’originale. In chiusura non manca il pluridecorato classico di Leonard CohenHallelujah, struggente. Dopo avere eseguito praticamente tutto il concerto da seduto, per il gran finale Ben si alza in piedi, si mette la chitarra a tracolla ed esegue Burn One Down, dal bellissimo album Fight For Your Mind, e My Own Two Hands, con cui saluta il pubblico festante dopo oltre due ore di show.

Il Ben Harper visto a Milano è un artista ritrovato, capace di toccare cuore e anima di chi lo ascolta. Dopo un lungo viaggio di introspezione alle radici della musica e dei sentimenti, è ancora in grado di contagiarci con la sua radiosa energia e il suo talento cristallino. Welcome home Ben.

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