Biagio Antonacci, grande festa (con ospiti illustri) a San Siro

Biagio Antonacci a San Siro è di casa, essendo lui vissuto alle porte di Milano. Per questo il concerto del 31 maggio 2014 ha un significato particolare. Ecco la recensione della serata. (Foto di Elena Di Vincenzo)

Biagio Antonacci recensione concerto Milano San Siro 2014

San Siro, Milano, 31 maggio 2013. “Questo concerto a San Siro vuole essere una festa”. Così ha esordito Biagio, e le aspettative non sono state disattese. Un invito che 50.000 fan hanno accolto. Un pubblico in visibilio che tra addii al nubilato e chi è arrivato direttamente dal Giappone, non ha tradito le aspettative. Biagio aveva già vinto la sua scommessa personale con le prevendite online prima dell’uscita del disco. “Ci siamo prefissati un obiettivo ambizioso nell’annunciare gli stadi dopo solo due singoli. Palco Biagio Antonacci è un concerto basato sulla mia storia più che sul nuovo disco. I fan hanno accolto l’invito a braccia aperte. Vedendo i numeri, ho capito che il mio pubblico è fatto di persone che vengono ai miei concerti a prescindereha dichiarato Antonacci poco prima del concerto. Non a caso, Sony Music Italy, sua casa discografica, crede in lui al punto che da impegnarsi con l’artista per altri dieci anni. “Ho firmato, praticamente ci siamo sposati” dice Biagio con il suo sorriso ammaliante. E poi c’è San Siro, il cui impatto lascia a bocca aperta. Nell’epoca dei facili sold out solo annunciati, Antonacci riunisce cinquantamila anime per la sua festa, il palco mastodontico ma allo stesso tempo minimal come scenografia, l’assenza di fiati e coriste segnano (almeno visivamente) la direzione che il live prenderà.

Una festa non potrebbe essere tale senza ospiti importanti. Ci sono Eros e Laura a far da maestri cerimonieri. Ramazzotti imbraccia la chitarra in Noi ci facciamo compagnia, e per tutta risposta Biagio gli dedica il medley di Una storia Importante e Adesso tu, eseguito al piano insieme al maestro Luca Scarpa. “Canto volutamente canzoni di Eros per onorare quella carriera a cui ambivo già quando ero ancora un geometra”. La Pausini entra in scena, vestita come una sposa, sulle note di Quanto tempo e ancora in versione salsa e merengue, poi è la volta di Convivendo in versione rock(?), che non convince del tutto. Chiude il duetto un fuori programma: Vivimi.  Una festa non potrebbe essere considerata tale senza qualche sorpresa. “La prima volta di Eros e Laura insieme in un live” sottolineata da Antonacci stesso, ha creato nella mia testa parecchie aspettative. Tra te e il mare è stato sicuramente l’attimo fuggente pop per antonomasia: Eros, Laura e Biagio hanno lasciato un emozione percettibile sulla pelle. La passione, l’interpretazione e la voglia di divertirsi e divertire erano lì a portata di chiunque, pronte ad essere colte.

L’aveva preannunciato un Biagio, eccitato come se fosse ai tornelli del suo parco di divertimento preferito: “Attenzione le chitarre saranno altissime”. E’ vero Biagio le chitarre erano altissime e penso che sia stata questa iper eccitazione (o voglia di strafare che sia) ad aver creato qualche problema. La partenza con Cado in perfetto stile dance e Se fosse per sempre, a seguire, in cui Antonacci ha corso come fosse alla maratona di New York, e gli è valsa una perdita di fiato drastica. Alcuni arrangiamenti non sono sembrati propriamente centrati: oltre alla già citata Convivendo in stile Rolling Stones, penso a Il cielo ha una porta sola in versione reggae.

C’è stata anche qualche derapata vocale, per non dire scontro frontale. Biagio risulta invece al limite della perfezione quando invece che spingere l’acceleratore, tira il freno a mano: bellissima Liberatemi solo voci e chitarra. Ma se sei fan di Biagio, l’amore comporta – citando il titolo del suo ultimo disco – che tu sia lì carico e pronto a sbracciarti e a cantare nonostante tutto. E va bene così.

Non è stato un periodo facile per il cinquantenne (che non dimostra affatto l’età anagrafica, come mostrano bene le foto del concerto), che ha recentemente perso il padre – a cui Biagio dedica una frase, “la gioia è qui stanotte con noi, non si arrende, si autoproduce“. Eppure se sei fan di Biagio, l’amore comporta che tu dopo ventisette brani (leggi la scaletta) esci da quella festa senza voce, che insieme ad altre 49mila anime sia lì pronto ad abbracciarlo e a sostenerlo. L’amore comporta che sei fan di Biagio dai tornelli di San Siro esci contento, ancora canticchiando o chiamando il ragazzo a cui hai dedicato uno stralcio di canzone che sentivi tua, perché Biagio con la sua musica ha toccato molte anime e il loro ringraziamento era lì, a San Siro.

Oltre l’uscita del dvd e un probabile speciale in prima serata, l’8 novembre (data del suo compleanno) ripartirà il tour nei palazzetti, e sarà sempre festa? Ai posteri l’ardua sentenza.

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