Biffy Clyro al pari dei grandi, il concerto tiratissimo di Bologna

Recensione concerto Biffy Clyro Bologna 7 dicembre 2013

I Biffy Clyro dimostrano al pubblico di Bologna di essere una delle migliori band live in circolazione. La recensione del concerto. (Foto di Francesco Prandoni)

Estragon, Bologna, 7 dicembre 2013. Ci vuole giusto qualche attimo, dopo che i tre scozzesi salgono sul palco con i tatuaggi bene in vista, prima che il ritornello di Different People spazzi via ogni possibile dubbio e convinca tutti i presenti che sarà una tirata unica fino alla fine, con pochissimi cali di intensità. Al secondo pezzo, That Golden Rule una tempesta di luci investe il pubblico e nascono piccoli gruppetti di pogo. Al terzo, Who’s Got A Match?, parte il primo stage diving tra la folla. Su Sounds Like Balloons vola una scarpa per aria. Su Biblical, l’Estragon non sembra più in grado di tenere tutte le mani levate verso il soffitto e il coro di voci che canta «You gave me magical / I gave you wonderful / Cut that invisible cord or I’ll start you off». E così via. È una continua escalation emotiva che coinvolge i presenti, le uniche eccezioni sono quando Simon Neil sale sul palco da solo e imbraccia la chitarra acustica per un paio di brani o quando tornano sul palco per il bis con Opposite.

Se i Biffy Clyro possono permettersi un concerto così tirato (come del resto quello del giorno prima al Live di Trezzo, guarda la gallery) è grazie ad una setlist solidissima, che affonda le radici non solo nell’abbondante ultimo album e in Only Revolutions – 2009, il segno della svolta – ma anche nei precedenti quattro lavori. All killer, no filler. Che sarebbe a dire: nessun riempitivo, ogni traccia ti stende. I tre scozzesi il successo se lo sono coltivati album dopo album, e se ora possono permettersi un Estragon sold out che canta le loro canzoni è anche grazie a questo. Ok, non sarà come essere headliner al Festival Reading & Leeds, come successo la scorsa estate, ma sono comunque soddisfazioni. E allora vai con le tirate alla Foo Fighters di Modern Magic Formula, con il ritornello da stadio di Black Chandelier, in odor di Kings Of Leon, con l’epicità di The Capitain o con le scariche prog dei gemelli Johnston in Living Is A Problem Because Everything Dies.

Dal vivo la band suona potente e precisa è l’impatto è più violento che su disco. Nonostante l’acustica dell’Estragon tenda a creare un pastone unico di suono, il live non lascia scampo al pubblico. L’unica cosa che si può fare è cantare e cercare di buttare fuori tutta l’energia che arriva dal palco, tanto che la ragazza di fianco a me mi regala la sua birra perché vuole essere libera di scatenarsi senza l’impiccio del bicchiere mezzo pieno (se per caso stai leggendo, cinque alto morale per te). Un live che mette in chiaro che i Biffy Clyro, in quanto a presenza dal vivo, se la giocano da pari con i loro colleghi più blasonati.

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