I-Days Festival si è chiuso con il concerto dei Biffy Clyro, il più sentito grazie (anche) ai fan

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di Umberto Scaramozzino
Foto di Francesco Prandoni

Parco di Monza, 10 luglio 2016. Si è chiusa con il day 3 questa nuova edizione dell’I-Days Festival, nella cornice dell’immenso Parco di Monza. Sono continuate le buone sensazioni già provate nelle precedenti giornate, un po’ minate da una partecipazione decisamente inferiore, almeno in termini quantitativi. Se invece parliamo di trasporto, di coinvolgimento del pubblico, lo show dei Biffy Clyro è stato probabilmente il più sentito di tutta la tre giorni. Questo perché i fan della band scozzese sono di quelli con gli artwork tatuati, quelli che conoscono ogni singola parola di ogni singolo brano (b-sides e bonus track comprese), quelli che indossano le magliette con la scritta “Biffy Fuckin’ Clyro”.

Nel pomeriggio Sica e Eagulls hanno intrattenuto un esiguo numero di presenti, cresciuto molto rapidamente con l’avvicinarsi dell’inizio dello show di Simon Neil e soci. Ma trovandosi in mezzo al parterre c’era qualcosa che non tornava, era tutto molto strano. Il giorno precedente, per esempio, ascoltando gli Stereophonics, si aveva la sensazione di essere fortunati a sentire una grande band prima degli attesissimi headliner (i Sigur Ros). Il 10 luglio, invece, alle 20 circa, prima che i Biffy salissero sul Main Stage, sembrava che tutti fossero lì proprio per gli scozzesi. Tutto molto bello, se non fosse che si trattava di uno slot da co-headliner, a cui doveva far seguito quello del nome meglio posizionato nella terza giornata del cartellone: i Suede.

I fratelli Johnston sono saliti sul palco capitanati da un Simon Neil in forma più che mai, sostenuti da Mike Vennart, la seconda chitarra in tour, in poche parole il quarto silenziosissimo membro della band che non fa altro che fare il suo ineccepibile lavoro. La scaletta è stata magnifica, con tutti i grandi successi – soprattutto quelli che hanno avuto un ottimo riscontro nel nostro Paese – ma soprattutto, tra quelli estratti dal nuovissimo album Ellipsis, compare In The Name Of The Wee Man, la seconda bonus track che chissà per quale motivo non è nella versione standard del disco. Un pezzo potentissimo, pieno di rimandi alla prima trilogia dei loro dischi, che invece è totalmente assente dalla setlist. Come di consueto l’esplosivo concerto dei Biffy si è chiuso con Stingin’ Belle, tra il delirio della folla che ha scoperto proprio dal frontman che già ad ottobre ci sarà occasione di rivedersi.

Poi è accaduto quello che nessuno avrebbe voluto vedere, ma che forse poteva essere previsto ed evitato: il festival, sostanzialmente, è finito prima che l’ultimo headliner potesse esibirsi. Perché l’area concerti si è svuotata dopo lo show dei Biffy Clyro e a rimanere sotto al grande palco dell’I-Days è rimasto giusto qualche centinaio di persone, insufficienti a riempire un club di medie dimensioni. Qualcosa, in tutto questo, non ha funzionato. Un errore di valutazione che va a gettare un po’ di ombra su una manifestazione che fino a poco prima poteva dire di aver trionfato su tutti i fronti.

I Suede, dal canto loro, di certo non hanno perso né la pazienza né la faccia, e hanno regalato ai pochi superstiti un concerto di gran classe. Brett Anderson ha dimostrato un gran cuore nel mettere in scena tutto il suo repertorio da performer. C’è stata tutta l’energia destinata ad un live che avrebbe potuto – ma soprattutto dovuto – verificarsi in condizioni diverse; energia che è stata ugualmente investita per non deludere nessuno e per far vedere che c’è un motivo se gli inglesi si sono guadagnati un posto tra i grandi nomi della storia del britpop. Infatti il problema non è riconducibile alla band, alla sua discografia, alla sua rilevanza storica, alla sua proposta dal vivo. Si è trattato più del contesto in cui si sono dovuti esibire, di accostamenti improbabili anche anagraficamente. E, perché no, di stime errate sulla portata del gruppo. La speranza è che nella data al Postepay Sound Rock In Roma, con gli Stereophonics, il ruolo da co-headliner porti a risultati diversi. Intanto onore ai Suede e all’I-Days, che tra alti e bassi è stato uno degli eventi più interessanti di questo 2016.

Biffy Clyro I-Days 2016 scaletta

Wolves Of Winter
Living Is A Problem Because Everything Dies
Biblical
Friends And Enemies
Born On A Horse
Victory Over The Sun
Bubbles
Black Chandelier
In The Name Of The Wee Man
God & Satan (acoustic)
The Captain
Mountains
9/15ths
Animal Style
Sounds Like Balloons
Many Of Horror
Stingin’ Belle

 

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