Il caldo non ferma un ribelle, Billy Idol doma il Postepay Rock in Roma

foto-concerto-billy-idol-roma-09-giugno-2014

Billy Idol si è esibito in concerto al Postepay Rock In Roma presso l’Ippodromo delle Capannelle il 9 giugno, in una serata caldissima e molto intensa. Foto di Roberto Panucci.

Ippodromo delle Capannelle, Roma, 9 giugno 2014. Al suo secondo appuntamento, il Postepay Rock in Roma accoglie Billy Idol, indimenticata icona degli anni ’80. Il suo pubblico, pur non numeroso, ha risposto con fedeltà e devozione. E Billy, accompagnato dal suo chitarrista preferito, Steve Stevens, non si è certo risparmiato, offrendo uno spettacolo degno del suo nome.
“William is idle (svogliato)”. Da qui nasce la leggenda di Billy. Fu una delle sue insegnanti a scrivere questa frase. Chissà se sarebbe d’accordo ora se scrivessimo: “Billy is (an) Idol”? Perché idoli non lo si diventa: idoli si nasce. E Billy lo ha dimostrato sul campo, toccando vertici di popolarità che pochi altri, nel music business, hanno raggiunto.

Stesse speranze serbano i Jesus Was Homeless, band italiana chiamata ad aprire il concerto. Il loro motto? “Fame is Human Right”. Ne hanno di strada da fare i ragazzi, ma nell’oretta che hanno avuto a disposizione per riscaldare il pubblico hanno fatto bene il loro lavoro, grazie ad una platea partecipe e ben disposta. One day è uno dei momenti da ricordare.
Postcards from the past apre invece il grande show: un inizio che non è casuale. Billy conserva ancora quell’espressione a metà strada tra la strafottenza di Sid Vicious e l’esuberanza di Johnny Rotten. Il tempo ha levigato a fatica quel volto sempre uguale a se stesso. Ci vuole un classico per tirare fuori, dal vivo, i pugni stretti in segno di sfida. O magari due: Cradle Of Love e Dancing With Myself accendono la macchina del tempo.

Guarda le foto del concerto

Man mano che lo show prosegue emergono i due elementi con cui Billy ama flirtare. Uno è Steve Stevens: non solo un virtuoso dello strumento, ma una figura complementare ai fini dello spettacolo. Billy si prende molte pause, e non c’è da sorprendersi, visti i ritmi e l’età. Steve ha modo, dal canto suo, di dar spazio alle doti tecniche e sceniche: in Flesh for Fantasy e Eyes Without A Face dimostra la sua passione per il flamenco. Così come, in Ready, Steady, Go o Whiskey And Pills ostenta la sua anima glam, votata all’entertainment, suonando la chitarra con i denti o dietro le spalle.
Ogni suo gesto restituisce a Billy l’attenzione del pubblico, il secondo elemento cui accennavamo. Non solo nei classici: che si tratti di un brano intimo come Sweet Sixteen o un tributo ai Doors di L. A. Woman, la platea continua a meravigliarsi dello show.

Non c’è limite all’amore dei fan di Billy Idol. L’età media lo dimostra: non si tratta solo di vedere dal vivo un artista che è nella storia della musica, ma è una questione di sentimenti e di vita vissuta. Esperienze che quelle note rievocano con intensità.
Un lungo e acclamatissimo solo di Stevens apre lo spazio dovuto ai Generation X, band di Idol precedente la sua carriera solista: King Rocker e Love Like Fire alzano la tensione per il gran finale, riservato all’immortale Rebel Yell. Nel distensivo intermezzo, dopo due ritornelli infuocati, Billy invita il pubblico ad acquistare consapevolezza, prendere coscienza di quel che sta avvenendo: “Vi state divertendo?!”. Una domanda retorica ripetuta allo sfinimento, a tempo di musica, con una personalità che non ammette compromessi, per preparare il terreno alla standing ovation finale.

La chiusura è affidata a due monumenti della musica degli anni Ottanta: White Wedding e Mony Mony. Ed è il tempo dei saluti, dove Billy dimostra doti da speaker degne della migliore telecronaca pugilistica: non si limita a presentare la band, né a ricordare a tutti che il suo chitarrista è forever, ma (auto-)ironicamente tiene a presentare sé stesso, per il caloroso saluto del suo pubblico. Un concerto sorprendente, uno spettacolo al crocevia di glam, hard-rock, pop e punk. Generi che in pochi possono mescolare in modo così naturale come Billy Idol. D’altronde, idoli si nasce.

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni