Eterno Ozzy, immortali Black Sabbath. La recensione del concerto di Bologna

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Dopo tanti rinvii, i leggendari Black Sabbath si sono finalmente esibiti in concerto in Italia. Ozzy Osbourne e compagni hanno conquistato Bologna, in una serata per nostalgici. Ecco la recensione dello show del 18 giugno 2014.

Unipol Arena, Bologna, 18 giugno 2014. Mi avevano già abbondantemente sconvolto a Parigi lo scorso anno. I redivivi Black Sabbath hanno confermato anche a Bologna di vivere una sorta di miracolosa terza giovinezza. Intensi, carichi, felici e dannatamente coinvolgenti, i vecchietti rispondenti al nome di Ozzy Osbourne, Tony Iommi e Geezer Butler, hanno dimostrato anche in Italia che le leggende viventi esistono eccome. Questi signori hanno inventato l’heavy metal a inizio Settanta e ora, dopo una vita di abusi, litigi, reunion e malattie, sono in giro per il mondo da un paio d’anni per ricordarlo a chiunque.

Affluenza delle grandi occasioni alla Unipol Arena, impacchettata fino alle uscite posteriori e capace di esplodere sin da quando le urla sgraziate di Ozzy arrivano dal retropalco negli altoparlanti dell’impianto. Come da tradizione, il frontman dei Sabbath fa partire i classici cori da stadio e, di lì a poco, la band entra in scena sulle note del classicone War Pigs. Into The Void e Snowblind fanno scatenare un parterre che non è rimasto fermo un minuto, rispondendo attivamente ai continui incitamenti del frontman. Vocalmente il Principe delle Tenebre ha mostrato un po’ la corda da metà set in poi, ma a lui si perdona tutto. Chi non ha invece perso un colpo sono stati gli altrettanto leggendari Tony Iommi e Geezer Butler, supportati dal batterista Tommy Clufetos, potente e martellante come pochi. Nota di merito per l’acustica del palazzetto felsineo, una rarità di questi tempi!

Sono mancate all’appello le nuove Age Of Reason ed End Of The Beginning, la scaletta è stata più corta rispetto ai precedenti eventi, tuttavia vista la massiccia presenza di autentici inni come Black Sabbath, Iron Man e dell’immancabile Paranoid, il pubblico non si è certo lamentato! Già il pubblico. Si può criticare qualsiasi cosa dell’Italia a livello musicale, ma non troverete nessun gruppo straniero di un certo livello che potrà dirsi deluso dalle nostre platee. Un supporto incondizionato e un entusiasmo senza pari hanno travolto Ozzy e compagni non appena saliti sul palco. Il vecchio Signor Osbourne, oltre alle setlist, ha anche il proprio identico set di frasi da sciorinare sera dopo sera. Ma questa volta è andato oltre, con ringraziamenti ancora più sentiti del solito, e quel “You’re crazy as me” che è, indubbiamente, il miglior complimento possibile che i fan italiani dei Black Sabbath potessero sentirsi rivolgere.

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