I Calexico possiedono la vera forza della musica (e un ospite molto speciale)

Foto-concerto-calexico-milano-23-aprile-2015

Concerto di grande intensità per i Calexico a Milano. La band americana ha anche ospitato il collega e amico Vinicio Capossela sul palco. La recensione del concerto del 23 aprile 2015.

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Fabrique, Milano, 23 aprile 2015. Un concerto dei Calexico è una delle esperienze più positive e vibranti che ti possano capitare. Da molti anni Joey Burns e John Convertino hanno trasformato le loro personali sonorità in una band di culto che porta in giro per il mondo tutto il suadente ed edulcorato pensiero musicale, continuando il sontuoso percorso che da Tucson Arizona, ha portato la band a un successo mondiale. Negli anni, nonostante la vena compositiva in studio si sia lievemente affievolita, dal vivo si è costruito uno show sempre migliore e coinvolgente, dove il continuo cambio di scaletta nel lungo tour, i mille strumenti acustici ed elettrici e il grande apporto dei fiati, vero elemento trascinante dello spettacolo,  fanno da portante alla lunga scaletta in programma.

Si parte con  Falling From The Sky, dal nuovissimo Edge Of  The Sun che molti fan nel pubblico, grazie ai ridotti tempi di fruizione del web, cantano già a memoria, con a seguire Across The Wire  e una versione potente di Cumba De Donde, che sotterra letteralmente la contratta versione su disco. Burns e la sua band hanno voglia di suonare davanti al pubblico italiano: «Questa sera sarà uno show speciale», dice il frontman che per l’occasione indossa con una visibilissima camicia rossa regolarmente a maniche corte. Pezzo dopo pezzo il concerto cresce di intensità, con il vecchio e il nuovo che si rincorrono. Il gruppo cerca soprattutto  di suonare al meglio (riuscendoci)  le canzoni più recenti, maggiormente riflessive e con un’impronta più quadrata,  ma il pubblico ad ogni cenno del primo repertorio o a uno squillo di tromba  esplode in mille ovazioni: tutti vogliono danzare sui polverosi ritmi scomposti del carismatico Convertino, che miscela superbamente le conturbanti vibrazioni latine con fiati, fisarmonica e schitarrate tex mex. Ottime in questa veste le versioni di Minas De Combre, Esperanza e Coyocan, eseguite in una perfetta armonia corale.

Non mancano le cover, un classico dalla band americana: questa volta il tributo va a Steve Nicks e alla sua Not Even e ai Love con Alone Again Or, molto apprezzate dal gremito Fabrique. Ma è la seconda parte del concerto che riserva le maggiori sorprese. Dopo una bella riedizione di Bullet & Rocks, il pubblico salta su Crystal Frontier, vecchio e apprezzato successo di anni fa precedendo la presentazione di un grande amico dei Calexico, Vinicio Capossela, non nuovo a queste comparsate ai loro concerti. Il pubblico lo accoglie con grande affetto essendo l’artista italiano da anni grande estimatore della band e avendo alle spalle infinite collaborazioni. Burns lo ospita sul palco invitandolo a partecipare alle danze e Vinicio esegue insieme al gruppo Polpo D’Amor e Pena D’Alma: elegante e con l’intramontabile cappello nero, Capossela parte sussurrato ma con il passare dei minuti  dirige i ragazzi verso una partecipazione sofferta e appassionata. Da questo momento inizia la festa finale, che racchiude fra le altre il tributo ai R.E.M. con The One I Love e una intramontabile versione di Guero Canelo, cantata e ballata insieme da pubblico e musicisti.

Dopo oltre due ore di spettacolo, i Calexico ringraziano emozionati: dai roadies, al tour manager, perfino i ragazzi al merchandising, dimostrando il loro attaccamento al gruppo e alla squadra di amici che da tempo accompagna la band. Un ultimo tenero cenno va al bravo gruppo di supporto che ha aperto lo show: un timido e simpatico gruppo folk canadese dal nome The Barr Brothers, che ha scaldato il pubblico per una buona mezzora con tanto di contrabbasso e arpa. All’uscita del locale, come ai vecchi tempi, incrociamo alcuni membri del gruppo, che, in un ristretto banchetto, vendono i loro cd e vinili a pochi euro, parlando sorridenti con gli spettatori. La vera forza della musica.

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