La musica è vita

cesare-cremonini-milano-13-novembre-2015-recensione
di Alvise Losi
Foto di Francesco Prandoni

La musica è vita. Un concerto è vita. Lo dice la parola stessa. Live. Dal vivo. Sono due cose inscindibili, la musica e la vita. Inseparabili. E non si può, non è possibile, morire durante un concerto. La musica non si può associare alla morte. Mai. Ed è difficile, maledettamente difficile, mettersi a scrivere in un momento come questo. Ora che a Parigi decine di persone sono morte per un attacco terroristico durante un concerto nello storico Bataclan e un altro centinaio sono ancora in ostaggio, e altre decine sono morte in attentati in tutta la città. Non è possibile una morte del genere. Che sia in un locale per ascoltare musica o in uno stadio. Ma come si fa, tornati da un concerto, a leggere queste notizie di morte e a parlare di un live che è stato vita? Come si fa Cesare?

Avevo tante cose per la testa, tante belle sensazioni che mi restavano incollate dal concerto di Cesare Cremonini a Milano, la prima di due date sold out da tempo. Una grande festa. Di luci e colori. Di note e musica. Di vita. Perché questo Cesare era riuscito a creare. Quella particolare, unica, magnifica magia che solo la musica sa regalare. E la musica di Cesare è bella. E Cesare è un artista vero, un musicista prima ancora che un cantante. Una persona genuina. Uno che sul palco mette tutto se stesso e non interpreta un personaggio. Un uomo che sa trasmettere emozioni con le parole e con le note. Il primo cantautore di una nuova generazione che non deve più ancorarsi al passato. La mia. Quella di chi ascoltava 50 Special quando era al liceo e che continua ad ascoltare Lost in the Weekend oggi.

A Onstage scriviamo di musica, e in particolare di live. Era questa una serata bellissima per noi: tre concerti magnifici da seguire nella stessa sera. Jacopo Casati a Bologna per i Foo Fighters. Laura Ritagliati a Torino per Tiziano Ferro. Io a Milano per Cesare Cremonini. Scriviamo di musica e siamo in contatto tra di noi in questi momenti, sconvolti e senza parole per quello che è successo e sta ancora succedendo a Parigi. Non tutti noi se la sentono di scrivere in questo momento. La musica è la nostra vita. Come lo è per i milioni di fan che ogni anno vanno ai concerti in tutta Italia e in tutto il mondo.

Chiedo scusa ai lettori, a Cesare, a chiunque si senta offeso o preso in giro da queste mie parole scritte in fretta, mentre per la testa mi passano mille pensieri. Ma questa sera è così. E tutti potrete immaginare quanto avrei e quanto avremmo preferito parlare della nostra vita. Della musica che amiamo. Io, per quanto mi riguarda, avrei voluto parlare di un concerto. Solamente di un bellissimo, davvero bellissimo, concerto. Non di morte. Ma di vita. Di tutta la vita che Cremonini ha saputo mettere sul palco e regalare al suo magnifico pubblico.

@AlviseLosi

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