La faccia tosta dei !!! (Chk Chk Chk) in concerto a Milano

Recensione concerto chk chk chk milano 24 luglio 2013

I !!! (Chk chk chk), capitanati da uno scatenato Nic Offer si sono esibiti a Milano, portando sul palco la loro attitudine punk e la manifesta voglia di far ballare. La nostra recensione del concerto.

Circolo Magnolia, Milano, 24 luglio 2013. Cosa è più importate per un buon performer, un impeccabile prova vocale, o una presenza trascinante sul palco? Sicuramente l’ideale sarebbe avere entrambe e altrettanto sicuramente la risposta varia a seconda del contesto e del genere riferimento, ma credo che chi ieri ha assistito al concerto dei !!! (Chk chk chk) a Milano propenda per la seconda opzione. La voce del cantante Nic Offer traballa e si sforza e, specie sul falsetto, mostra evidentissimi punti deboli. Ma la cosa non interessa a nessuno, soprattutto non interessa allo stesso Offer, che dà il suo apporto al concerto in tutt’altra maniera. Al primo pezzo sale sul palco in maglietta nera e boxer (finezza: la fantasia riprende la copertina di Some Girls, degli Stones), ballando come un dannato e sudando come se fosse sul palco da due ore. Al secondo pezzo (Must Be The Moon) è già in mezzo al pubblico, e se ne va in giro indisturbato danzando con chiunque gli capiti a tiro. Non c’è tantissima gente e le persone sono piuttosto larghe –  infatti Offer riesce tranquillamente a spostarsi tra di loro – ma tutti i presenti si muovono a ritmo, trascinati dalla faccia tosta del frontman e dal groove della band.

Perché di faccia tosta si tratta, che gli permette di salire su un palco in mutande, dimenandosi e sculettando come se non ci fosse un domani. Se la voce non dà le sicurezze che offre su disco, poco importa, ed è questa attitudine punk, unita alla manifesta intenzione di far ballare, che ha portato la band a essere definita punk-funk. Gli altri componenti della band suonano alla grande, il bassista Raphael Cohen e il chitarrista Mario Andreoni (che spesso si scambiano i ruoli) tengono su i pezzi che escono potenti e fanno muovere tutti i presenti; anche loro si scatenano, come quando uno dei tastieristi sale in piedi sulla cassa, forse per non essere da meno di Offer che non si ferma un attimo. È impossibile stare fermi, sia sui pezzi più funk come Californiyeah che su quelli che si spostano pesantemente verso la dance come il singolo dell’ultimo album One Girl / One Boy. C’è molto dell’ultimo lavoro in questo concerto, che dal vivo risplende di una luce nuova e acquisisce un nuovo significato. Giusto alla fine la band tira fuori Jamie, My Intentions Are Bass, traccia migliore del precedente disco Strange Weather, Isn’t It?, Offer è di nuovo tra il pubblico, passeggia, canta, ma soprattutto si lascia andare a tutte le sue mossettine con chiunque gli dia corda. Prende il telefono di qualcuno e ci canta dentro, ad un altro lascia il microfono, prima di arrampicarsi nuovamente sul palco e salutare tutti.

Il pubblico non è affatto sazio e chiede a gran voce il bis, e quasi subito la band è di nuovo fuori per la loro hit Me And Giuliani Down By The School Yard, con tanto di accompagnamento di fiati per il brano dedicato all’ex sindaco di New York. Ma nonostante i dieci minuti abbondanti della canzone il pubblico ne vorrebbe ancora e quando la band si ritira definitivamente nel backstage, in molti rimangono speranzosi sotto al palco, chiamando a gran voce. Il concerto è durato al massimo un’ ora e un quarto – siamo molto vicini al minimo sindacale – ma è stato intenso e tiratissimo, per cui, a malincuore, ci si rassegna che i tre punti esclamativi abbiano dato fondo a tutte le energie e li si perdona.

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