Andare a vedere Clementino significa divertirsi, ma anche riflettere

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di Silvia Marchetti
Foto di Francesco Prandoni

Milano, Market Sound, 24 giugno 2016. È sicuramente uno dei rapper più talentuosi e amati in Italia. Un personaggio trasversale, capace di incantare con le sue rime e testi importanti, ma anche di coinvolgere il proprio pubblico tra battute, risate e momenti di riflessione. Clementino è una forza della natura, un trascinatore nato, un concentrato di simpatia, intelligenza e ironia. Sul palco di Milano, la Iena White ha colpito ancora, rendendosi protagonista di un concerto carico di energia e di qualità. Tre atti, come in uno spettacolo teatrale (del resto, Clem, è anche bravo come attore), tre momenti diversi con i quali raccontare il proprio percorso artistico e umano. Due ore intense di live in cui le canzoni più belle e significative del suo ricco repertorio hanno incontrato sudore, umanità, passione e verità.

«Milano! Fammi sentire il casino per Clementino iena!» ha più volte gridato il rapper napoletano ai tanti fan accorsi al concerto di ieri. E, come una bomba, il coro del pubblico sottopalco si è alzato, fino a scoppiare e coinvolgere tutti i presenti. E col suo cappellino nero indossato a rovescio, Clemente è partito a raffica con una scaletta potente ma ben calibrata. Da Toxico e Tritolo, pezzi simbolo e sempre da brividi, a El Senor e Musica Suona, tutte da ballare e da cantare.

Il primo ospite della serata è stato Ensi, suo storico amico e compagno di battaglie freestyle. Hanno duettato, o meglio, duellato sulle note di Tekken, esaltando la platea con frasi ad affetto e un omaggio ai personaggi di Gomorra. «Ensi è un fratello per me. Abbiamo condiviso di tutto: attese, treni, posti marci, speranze…» ha spiegato Clementino. Gli schermi alle spalle dei due artisti si sono accesi di mille colori ed effetti speciali, ad incorniciare uno dei momenti più sentiti dell’intero concerto. La prima parte del live di Milano si è poi conclusa con la sempreverde O’Vient, un classicone che il pubblico ha cantato a memoria, tra emozione e abbracci.

In consolle, c’era l’inseparabile TY1, dj che ha infiammato più volte il Market Sound trasformandolo in una vera e propria discoteca. E via con la seconda parte del concerto, che ha mostrato una iena più incazzata: tra denuncia, ricordi e provocazione, il rapper 33enne, Black Pulcinella, ha rispolverato pezzi da novanta, gli stessi con cui ha descritto realtà anche molto crude della sua Napoli e del Sud in generale. Una dopo l’altra, sono arrivate Lo strano caso di Iena White e Cos Cos Cos («questo è proprio un brano ignorante. E chi non salta, fa il disco con Salvini!» ha urlato, ironico, Clem). Dopo Ops!, canzone rigorosamente in “lingua napoletana”, e Chimica Brother, con il pubblico in delirio a saltare e a gridare: “minchia Clemente” (con tanto di saluti a Fabri Fibra), ecco finalmente il secondo ospite della serata, Rocco Hunt. Giunglacapocannoniere è stato il brano protagonista di una performance scoppiettante: i due rapper campani si sono cercati e trovati a meraviglia su un palco incandescente, tra rime studiate e improvvisate e tanto, tanto divertimento. «Siamo andati a L’Avana, doveva essere una semplice vacanza. Invece siamo tornati con otto canzoni». Spazio poi a un medley che ha colpito tutti allo stomaco con un pugno inaspettato: in particolare, è stato il brano Pianoforte a vela a lasciare senza respiro, dedicato a tutte le vittime della Camorra di Scampia e Secondigliano.

Il terzo e ultimo atto dello show milanese di Ultimo Round Tour ha visto trionfare l’allegria ma anche il cuore. Da Fumo a Luna (hit dell’estate 2015), fino a Quando sono lontano (successo sanremese), Clementino non si è risparmiato un secondo, percorrendo in lungo e in largo il palco e coinvolgendo i fan in alcuni sketch e giochi spassosi. A sostenerlo, un altro ospite speciale, Salmo: «Ragazzi, questo è uno dei migliori rapper non solo d’Italia, ma di tutta Europa! Date retta a me!» ha commentato il padrone di casa prima di intonare Topplayer e far ribaltare completamente il Market Sound.

E, come in un vero spettacolo teatrale che si rispetti, l’ultimo atto si è chiuso con un colpo di scena, o meglio, di iena:  due splendidi omaggi a due grandi della musica italiana, due rivoluzionari diversi ma ugualmente importanti, Fabrizio De André (che Clementino ha ricordato con la cover di Don Raffaé, qui resa magica da un tocco rap ipnotico) e Pino Daniele, con le perle Dedicatoapinodaniele e Da che parte stai?, brano nato da una vecchia collaborazione tra i due napoletani. La grande festa rap del Market Sound ha calato il sipario con la magia di Sotto le stelle, ultimo colpo in canna, un trionfo di energia e di poesia. Come, del resto, sono tutte le creazioni di Clementino, re indiscusso del freesyle ma, soprattutto, di umanità, simpatia e talento.

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