I Club Dogo festeggiano nella loro Milano: successo hip-hop tra look e nostalgia

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I Club Dogo sono tornati a Milano per la chiusura del loro tour Non siamo più quelli di Mi Fist. La recensione del concerto del 28 gennaio 2015. Foto di Mathias Marchioni

Alcatraz, Milano, 28 gennaio 2015. Serata di grande festa per i Club Dogo a Milano per la penultima data del tour che si chiude oggi nella stessa location. All’Alcatraz Jake La Furia, Gué Pequeno e Don Joe hanno ricordato agli storici seguaci dell’hip-hop e ai novellini che non c’è un solo re nell’ambiente, il loro amico Marracash. Da più di dieci anni il trio scuote il panorama con hit come Tutto ciò che ho, che per l’occasione è stata suonata dal vivo con la presenza sul palco anche de Il Cile, e Pes con Giuliano Palma.

Il pubblico le sa a memoria così come «il barista e mia nonna» parole usate da Jake per introdurle. Chi è presente sa benissimo che la storia dei Dogo non è fatta solo di ritornelli accattivanti ma anche di pezzi più underground come Penna Capitale e Puro Bogotà. Il pubblico li canta con loro con un po’ di nostalgia, anche perché molti sono venuti per l’ennesimo show del loro gruppo preferito e si ricordano quant’è stata dura per Gué e compagni emergere.

I due rapper ed il dj sono stati i primi a rispolverare, ormai sei anni fa, la targhetta impolverata dell’hip-hop e a creare un vero e proprio movimento generazionale. I Club Dogo vantano fan giovani ma soprattutto over 20 attenti ai testi più che alla melodia, l’obiettivo che ogni artista del settore sogna ma che non tutti raggiungono, specialmente quando i loro pezzi passano in radio o in tv. L’attenzione al look di Don Joe e compagni si riflette sui supporter, in prevalenza ragazzi vestiti in modo impeccabile con t-shirt a tema, cappellini con visiera, sneakers firmate e felpe lunghe, spesso appartenenti alla linea d’abbigliamento dello stesso Pequeno. Dopo dieci anni sulle scene i rapper sono diventati un fenomeno sociale. E grazie all’attenzione mediatica gli ultimi singoli hanno infiammato l’Alcatraz.

Sai Zio e Sayonara, estratte dall’ultimo album Non siamo più quelli di Mi Fist hanno fatto il botto ma lasciano un interrogativo: dopo un disco con il quale i Dogo hanno dimostrato di poter sperimentare con qualsiasi suono, cos’hanno ancora da dare? In una recente intervista hanno assicurato di poter sparare ancora qualche cartuccia prima di andare in stand-by come gruppo e riprendere le loro carriere soliste.

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