I Counting Crows rinsaldano il legame con i fan italiani (e annunciano il ritorno in estate)

counting-crows-italia-2015-concerti

I Counting Crows tornano a suonare in Italia dopo anni e regalano una prestazione intensa ed emozionante. La recensione del concerto di Milano del 23 novembre 2014.

Alcatraz, Milano, 23 novembre 2014. Avevano voglia di tornare in Europa e di riabbracciare il pubblico italiano che per tanti, troppi anni ha seguito a enorme distanza la loro musica. Avevano bisogno di condividere le vibrazioni e il calore del sound della West Coast con quei fan che fin dagli esordi si sono appassionati alla loro musica e che da oltre vent’anni seguono le vicende dei Counting Crows in rispettosa ed entusiasta devozione.

I corvi di San Francisco scelgono di chiudere il breve tour europeo con il pubblico di Milano, che in una serata di mediocre derby calcistico, li accoglie con un tutto esaurito dimostrando senza veli l’amore smisurato per la band californiana. Round Here, uno dei brani più acclamati della loro discografia è l’apripista della serata. Adam prende il centro del palco con la sua inconfondibile presenza scenica e la sua bizzarra capigliatura, facendo da subito capire che si tratta di una serata speciale. La sua timbrica negli anni non ha perso potenza né intonazione e l’interpretazione dei brani è ancora più carica di pathos e sentimento rispetto agli album.

Il suono della band prende forma in quei rimpianti anni Novanta che tanto hanno prodotto per la musica contemporanea, ma attinge a piene mani dai padri del classic rock americano, dimostrando ancora oggi l’ intatta attualità e la perfetta esecuzione. Dopo una sbrigativa interpretazione di Mr. Jones, forse eseguita più per dovere che per piacere, la band comincia a fare sul serio. Bellissima la poesia di Mercy dove le atmosfere melodiche e la brillantezza del pianoforte si incastrano nella splendida voce di Duritz, e commovente la fisarmonica di Charlie Gillingham in Omaha, una delle perle di quel mai dimenticato August and Everything After che decretò il successo planetario del gruppo a inizio carriera.

La band lascia spazio al pubblico che canta ogni nota ad alto volume e a applaude senza fine. Gli innumerevoli live celebrati per anni in tutto il mondo consentono al gruppo oggi una sensibile armonia di suoni, sfumature e personalizzazioni musicali che rendono il concerto un’esperienza emotiva non indifferente, fra lunghe pause romantiche e coinvolgenti ambientazioni rock. Scorrono tra le altre una 1492, Miami, e Big Yellow Taxi. Adam si accomoda al piano ed esegue una sofferta e toccante riedizione di A Long December quasi legata alla scanzonata chiusura con Hangingaround, che la band suonerebbe ad oltranza con un sensibile supporto delle prime file ai cori.

Il bis è dedicato a Palisades Park uno dei pezzi più riusciti del loro ultimo lavoro, all’inno Rain King e all’intenso romanticismo di Holiday In Spain. La band ringrazia sentitamente commossa: mentre parte la base di California Dreamin’, Duritz sale sulle spie poste davanti a sé, saluta sorridente e va a prendersi il meritato abbraccio del pubblico dicendo a tutti «We’ll be back in summer». Sperando mantengano la promessa, il consiglio a tutti è di vedere almeno una volta un live dei Counting Crows. L’effetto benefico per corpo e anima sarà immediato.

Commenti

Commenti

Condivisioni