Home

Back To The Future: la recensione dello show di Milano dei Cyborgs

I Cyborgs propongono una loro personalissima rivisitazione del blues, suonato con un’ incredibile intensità e nascosti dietro due maschere da robot. Ecco la recensione dello show di ieri sera al Magnolia.

cyborgs milano 23 maggio 2013 3Circolo Magnolia, Milano, 23 maggio 2013. E poi ti capita di scoprire che in Italia non siamo ai confini dell’impero (della musica, s’intende). Il palco sarà anche tra i più noti della scena indipendente milanese, ma il Magnolia è pur sempre un circolo Arci di periferia. Idroscalo e zanzare. Quanto si sente fa però pensare di essere altrove, in un club dell’East Village a New York o magari nello stesso delta del Mississippi. E qui gli insetti non c’entrano. Perché i Cyborgs sanno suonare il blues e lo sanno fare bene. Con un merito in più: ai ritmi e alle sonorità tipiche si aggiunge un lavoro di rielaborazione e reinterpretazione che guida chi ascolta in un percorso che sfiora diversi generi musicali, a dimostrazione che il blues sta alla base (quasi) di tutto.

E non si parli di imitazione: il paragone è fuori luogo, ma è come se si giudicasse l’Eneide una mera riscrittura di Iliade e Odissea. Una cosa è scimmiottare, altra è dare nuova vita. I due umanoidi appartengono alla seconda categoria: sanno dove e come muoversi. Arrivano da un futuro che hanno visto solo loro, parlano di un passato che conoscono alla perfezione. E lo fanno attraverso due maschere che d’impatto dovrebbero bloccare il flusso comunicativo. Invece da subito generano una forte interazione con gli spettatori, sia quando sono sul palco sia quando scendono in mezzo al pubblico, coinvolgendolo nella creazione del suono. Ecco come riescono a trasformare in un evento unico uno dei tanti concerti del tour europeo a supporto della pubblicazione del nuovo album Electric chair. L’assoluta padronanza degli strumenti non è certo asettica come ci si aspetterebbe da due cyborg. I volti sono coperti, ma a trasmettere la passione nascosta dietro alle maschere sono i movimenti della mano di Cyborg 0 sulla chitarra o lo sdoppiamento di Cyborg 1 nella sezione ritmica, tra batteria e tastiera suonate contemporaneamente.

cyborgs milano 23 maggio 2013 2

C’è chi sa suonare e c’è chi sa fare musica. Non sempre chi appartiene alla prima categoria fa parte anche della seconda. Mentre i Cyborgs ci entrano di diritto. Non sono i messia o i salvatori del blues, né si propongono come tali. Sono semplicemente la perfetta dimostrazione che per fare musica nuova (e bene) si può partire da qualcosa che già esiste e cercare di andare oltre. Non tutti gli artisti riescono a ripetere dal vivo il risultato di un album in studio. I Cyborgs non solo lo fanno, ma sorprendono per la qualità e l’intensità. E il risultato è ancora più stupefacente se si pensa che sono davvero solo in due.

cyborgs milano 23 maggio 2013 1

Commenti

Commenti

Condivisioni