Damon Albarn solista convince anche dal vivo. E non dimentica le vite artistiche precedenti

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Damon Albarn sta portando in tour Everyday Robots, il suo primo album solista. Grande concerto a Brescia per l’artista britannico. Ecco la recensione dello show del 14 luglio 2014. Foto di Francesco Prandoni

Teatro Vittoriale, Gardone Riviera (Brescia), 14 luglio 2014. Mettiamolo subito in chiaro: chi scrive è un fan dei Blur, un estimatore dei Gorillaz, un ammiratore dei The Good, The Bad & The Queen. Apprezzo, insomma, tutto o quasi quello che il Sig. Damon Albarn ha partorito in questi oltre vent’anni di carriera. Compreso l’ultimo lavoro solista: Everyday Robots si è subito rivelato una piacevole sorpresa e uno dei dischi più belli dell’anno in corso. Si va a Gardone Riviera, quindi, con la curiosità di vedere quanto spazio troveranno in scaletta le varie vite precedenti dell’artista e con la speranza, neanche troppo nascosta, che qualche vecchia hit sia suonata sul palco del Teatro Vittoriale. E anche un po’ per espiare la colpa di essersi persi il passeggio dei Blur a Milano nel 2013.

Date le atmosfere intime e soffuse dell’album ci aspettavamo un concerto su quel tenore, magari giocato su lievi cambi di colore. L’illusione regge giusto le prime due canzoni, che sono anche i primi due singoli estratti. Ma arriva subito Tomorrow Comes Today, dalla tracklist del primo disco targato Gorillaz: i musicisti premono sull’acceleratore, Damon inizia a esaltarsi e le aspettative svaniscono più velocemente del tempo necessario a saltare tutti in piedi. Il live diventa così il pretesto per un viaggio nel songwriting del quarantaseienne inglese, ripescando canzoni dei progetti precedenti non necessariamente famose. Il risultato è sorprendentemente omogeneo: l’intimità di Hostiles, nella sua semplicità di voce e chitarra acustica, fa da contraltare alla potenza con cui viene suonata Kingdom Of Doom (The Good, The Bad & The Queen) con le bacchette del batterista che per la foga volano alte verso il lago di Garda sul finale.

Guarda le foto del concerto di Damon Albarn a Gardone Riviera.

Se poi c’è un merito che non possiamo non riconoscere a Mr. Albarn, è quello di sapersi circondare di grandi musicisti. Il quartetto che lo accompagna in questo viaggio non delude affatto, riesce a imprimere il proprio marchio ai brani dimostrando un carattere impressionante per quella che dovrebbe essere solo una band di supporto. Senza tralasciare il contributo fondamentale in termini di brit-style. Il povero Albarn, con la sua pancetta alcolica che fa capolino dal giubottino jeans, quasi sfigura di fianco al bassista-molleggiato, calzini arancioni coordinati alla giacca e pantaloni così stretti da far preoccupare qualsiasi buon andrologo.

Ma non è tutto. Per Three Changes fanno la loro comparsa un coro gospel e un rapper, che torneranno sul palco anche più avanti, per i cori di Mr.Tembo e per il rappato di una Clint Eastwood da fuoco e fiamme. Damon non teme di mettersi in disparte e di lasciare spazio ai suoi comprimari, tanto sa che gli occhi sono tutti per lui non appena si siede al piano o imbraccia una chitarra. Scherza con il pubblico o con i tecnici con la stessa naturalezza di un cabarettista che interpreta il suo personaggio principale. Si permette di interrompere i primi accordi di Out Of Time per commentare una luna che vede solo lui. Ah sì, ha cantato Out Of Time che, insieme a End Of A Century e All Your Life, è servita a pagare dazio nei confronti di quella che lui stesso ha sbrigativamente definito «my previous band». Cenno magari un po’ riduttivo a quello che è stato uno dei gruppi più importanti degli anni ’90, ma che testimonia quanta voglia di fare abbia il musicista che è in Albarn. A vivere di rendita, Damon non pensa minimamente.

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