Impeccabile Daniele Silvestri a Milano, vero tesoro per la musica italiana

Daniele Silvestri Milano 2 aprile 2016 recensione
di Redazione
Foto di Francesco Prandoni - recensione di Eleonora Gasparella

Teatro degli Arcimboldi, Milano, 2 aprile 2016. Un teatro completamente pieno attende l’arrivo di Daniele Silvestri, alle 21 spaccate, in una bella sera di aprile. Silvestri porta “a spasso” il suo nuovo disco Acrobati, uscito lo scorso febbraio. Un disco generoso: 74 minuti di musica, per un artista che generoso lo è sempre stato, soprattutto nei confronti del suo pubblico. Stasera non ci aspettiamo nulla di diverso, e in sala c’è curiosità e trepidazione.

E alle 21.00 s’inizia, puntuali come un orologio svizzero, come la cornice vuole: la tappa milanese del tour tocca gli Arcimboldi, ma quasi tutto il tour è teatrale e il perché si svela subito, a partire dalle scenografie. La scena si apre su una città, e anche se l’ospite a Milano è Daniele Silvestri, stasera siamo tutti a casa sua, nel suo mondo. Una buona parte del live è composta dai brani dell’ultimo album: il pubblico conosce già i pezzi, nonostante siano usciti da pochissimo ed è ovvio fin da subito che stasera tutti sono qui per lui e con lui.

Così il cantautore e la sua band ci prendono e ci trasportano in un viaggio fatto di spettacolari giochi di luce, di una moltitudine di suoni, colori e parole. È un viaggio così variegato che quasi ci si perde: tra i ritmi sofisticati di La mia casa, e Senza far rumore, la deriva latina tanto cara a Silvestri, lo ska di L’appello e al rock intenso di Monolocale, ci è chiaro che stiamo assistendo ad un grande spettacolo guidato da un sapiente maestro.

Dopo una pausa il palco è cambiato, ora non siamo più nella città ma in un circo: si inizia con Monetine, per proseguire proprio con Acrobati, dove esce l’anima 2016 di Silvestri, quella che ha messo un po’ da parte il suo cantare di battaglie e politica per descrivere le gioie e i dolori di ogni giorno nella sua riconoscibilissima maniera. Durante il live c’è spazio per tanti attori: da Rodrigo D’Erasmo a Roberto Dell’Era, fino ad un’apparizione on screen di Caparezza, guest star in La guerra del sale, pezzo che fa alzare buona parte del pubblico dalle poltroncine.

Ormai siamo oltre le due ore ma Daniele non ha mica finito qui e ci vuole ancora attivi e partecipi. Così ci fa sentire che l’altra sua anima, quella con la lingua tagliente non se n’è mica andata in pensione, e ci incalza con Il mio nemico, A bocca chiusa, e Le navi. Ad ascoltarlo e a seguire tutte le parole c’è un pubblico di diverse età, proveniente da mondi anche a volte molto distanti tra loro, un pubblico sincero come l’uomo sul palco.

Ed è ai suoi fan che Silvestri dedica l’ultima parte del live: canzoni a richiesta e canzoni che tutti conoscono a memoria. Con Testardo, Salirò e Cohiba si chiude la serata, tutti gli Arcimboldi sono ormai in piedi a cantare il famosissimo ritornello spagnolo. Le riflessioni a caldo su queste tre ore di concerto sono molte. La scelta di farlo all’interno di un teatro ha sicuramente i suoi punti a favore: l’acustica perfetta, l’ascolto più attento da parte delle persone, l’uso della scenografia e la messa in luce del Silvestri più attore/entertainer. Bisogna però dire che forse una dimensione da palazzetto, da locale, da “puro concerto” è quella migliore per sentire un live così intenso: alzandosi, muovendo i piedi e cantando a tempo. Tuttavia questa è l’unica cosa che è possibile criticare di uno show senza macchie, orchestrato in modo impeccabile da un artista che rappresenta ancora oggi un tesoro per la musica italiana.

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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