Con Daniele Silvestri si respira musica. E che musica!

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di Silvia Marchetti
Foto di Emanuela Giurano

Carroponte, Sesto San Giovanni, Milano, 15 luglio 2016. È sempre una gioia poter assistere a un concerto di Daniele Silvestri. Ed è bello sapere che in Italia ci siano artisti come lui, con la testa piena di idee originali e nel cuore l’entusiasmo di un bambino in cerca di meraviglia ma anche di risposte, pronto a giocare con i tasti e le corde di uno strumento e a intrecciare storie attraverso le parole di un testo. Senza freni, senza paura. Perché con Daniele Silvestri si respira musica. E che musica!

Il cantautore romano si è esibito ieri sul palco del Carroponte, tanti, tantissimi fan sono accorsi alla corte dell’acrobata delle sette note, per ballare e cantare al ritmo dei suoi grandi successi. Silvestri si è presentato al pubblico ispirato e sorridente, con tanta voglia di fare festa, ma anche di regalare qualche momento più intimo e di riflessione, soprattutto in questo periodo così difficile a livello sociale, politico e culturale.

Il Carroponte è per lui una tappa speciale. Per una sera è diventata la sua casa, gli spettatori non hanno volti sconosciuti ma sono fratelli e sorelle da abbracciare e con i quali dialogare, per condividere emozioni e sorrisi. E per una data così importante ha voluto regalare una scaletta altrettanto magica, ricca di piacevoli sorprese, con una ventata di energia e un tocco di poesia a fare la differenza.

Ed ecco il primo brano della serata, Marzo 3039, ripescato dagli anni Novanta, per poi lasciare spazio alle più recenti La mia casa e Alibi, contenute nel nuovo, fortunato disco Acrobati. L’atmosfera si fa via via più calda col passare dei minuti. Da Pochi giorni, che il pubblico ha intonato a gran voce battendo le mani, a Me fece male a chepa, con un finale da brividi. Tutti a saltare con Amore mio, per poi stringersi sulle parole di Ad esempio in Sierra Leone, contro ogni forma di guerra, di odio e di violenza. In scaletta non sono mancati pezzi del primo Silvestri, come Strade di Francia, con un fantastico assolo di chitarra sul finale. Pioggia di applausi per lui e la sua band sulle note di Ma che discorsi, Le cose che abbiamo in comune e Sempre di domenica, che i fan hanno cantato a squarciagola, spiazzando il buon Silvestri.

Tra i momenti più belli della serata, l’esecuzione al piano de L’appello (con tanto di coreografia del pubblico, che ha sventolato centinaia di cartellini rossi), Un altro bicchiere (bello l’omaggio ai giudici Falcone e Borsellino) e Acrobati, altra perla dell’ultimo progetto. E dopo Il mio nemico, La guerra del sale (brano nato dalla collaborazione con Caparezza) e A bocca chiusa (pungente e attuale più che mai), l’artista si è cimentato in un altro momento dolce e avvolgente, facendo sognare tutti con A dispetto dei pronostici e Life Is Sweet, hit del recente progetto artistico Fabi Silvestri Gazzè.

Il gran finale del concerto è stato un trionfo di allegria, con la spassosa Gino e l’alfetta cantata a squarciagola da tutti, l’immancabile Salirò, fino ad Aria e Cohiba, a trasformare il Carroponte, almeno per una notte, in “un’isola lontana, una favola cubana…”.

Le foto del concerto

 

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