A Milano Dave Gahan ha dimostrato di essere un grande frontman anche senza Depeche Mode

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Fabrique, Milano, 4 novembre 2015. È senza ombra di dubbio uno dei concerti più attesi della stagione, quello di Dave Gahan & Soulsavers. L’inconfondibile voce dei Depeche Mode presenta dal vivo i brani di Angels & Ghosts, secondo album nato dal sodalizio con Rich Machin e Ian Glover. La data milanese è l’ultima data del tour (o meglio «serie di concerti», come preferisce definirli Gahan) partito lo scorso 19 ottobre da Los Angeles e continuato a New York, Londra, Berlino e Parigi.

Un Fabrique così affollato si è visto raramente: il pubblico è stipato persino negli angoli. Tra la calca sono molti i fan della prima ora, fedelissimi attenti e informati riguardo ogni aspetto della vita artistica (e non solo) del protagonista della serata. Le luci viola che colorano il palco richiamano le atmosfere e le sonorità presenti in Angels & Ghosts, un disco ombroso e al tempo stesso pieno di speranza, nel quale rock e blues si fondono magistralmente. L’attesa è grande, d’altronde sta per andare in scena una delle voci e delle personalità che hanno fatto la storia della musica, senza troppi giri di parole.

Inizio solenne alle 21.00 spaccate, con un intro che è una via di mezzo tra un western e un inno sacro. Preceduto dalla band e dai tre vocalist che lo accompagneranno nel corso della serata, Dave fa il suo ingresso, elegantissimo nel suo completo grigio. Tempo tre canzoni – In The Morning, Shine You Owe Me – e l’atmosfera si fa rovente, a tal punto da “costringerlo” a levarsi la giacca. Si intuisce immediatamente che sarà un Gahan in splendida forma (non solo vocalmente parlando) quello che vedremo esibirsi sul palco. Ammicca col pubblico e si muove come solo lui può fare. Il blues caldo e sensuale dei brani in scaletta è accompagnato dalle movenze feline che sono il suo marchio di fabbrica.

Con o senza Depeche, Dave è un vero e proprio animale da palcoscenico, capace di svestire i panni della rockstar e di calarsi in quelli di un bluesman tormentato. Sulle note di Tempted Tonight sfodera al meglio le sue doti da ammaliatore. Il pubblico lo segue incantato, attento ad applaudire ma solo nei momenti più opportuni, quasi non volesse disturbare lo spettacolo che sta andando in scena. Dopo aver presentato le canzoni contenute nel nuovo disco è la volta di alcuni pezzi che «qualcuno di voi riconoscerà». Kingdom Dirty Sticky Floors – entrambi appartenenti ai primi due dischi da solista di Gahan, rispettivamente Hourglass del 2007 e Paper Monsters del 2003 – introducono due brani tanto cari ai fan dei Depeche Mode, ovvero Condemnation e Walking in My Shoes. 

Senza dubbio è stato uno spettacolo all’altezza delle aspettative, forse senza grandi picchi ma certamente senza debolezze. Dave Gahan – accompagnato da una band di grande spessore – ci ha dato prova, ancora una volta, di come per lui gli anni sembrino non passare, sfoderando per un’ora e mezza di show una voce e un carisma inimitabili. A fine serata saluta grato il suo pubblico, con gli occhi di chi è pronto a tornare a esibirsi dal vivo molto presto.

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