Buona la prima. I Dear Jack di scena a Milano con il tour di Domani è un altro film

Foto-concerto-dear-jack-milano-25-ottobre-2014

I Dear Jack parcheggiano il truck a Milano tra le urla e un clamore inaspettato per il Domani è un altro film tour. Ecco la recensione del concerto. Foto di Francesco Prandoni.

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 25 ottobre 2014. Domani sarà davvero un altro film, questo è ciò che ho pensato uscendo dal Forum. Ma andiamo con ordine. Seguire i Dear Jack a Milano per il Domani è un altro film tour, è un tuffo nel passato. Il sapore della mia pre-adolescenza è arrivato dritto alle papille gustative non appena parcheggio ad Assago. Un serpentone chilometrico di voci bianche che, già dalle prime ore del pomeriggio, intonano i successi della band uscita dal talent Amici. Un flashback di quanto dodicenne andai a vedere i Backstreet Boys per la prima data italiana della loro carriera musicale, anche se gli americani arrivavano da un percorso musicale differente.
Bambine entusiaste, preadolescenti con le scritte dei loro beniamini sulle gote, genitori pazienti e accondiscendenti. Una fotografia di un’epoca, o un film per citarli. Il boom mediatico, a seguito dei consensi riscontrati all’interno del programma di mamma Maria, è innegabile. La prova sono le mani tremanti di molte adolescenti, in coda per un selfie con la madre di Alessio Barnabei. Le undicimila anime dichiarate erano facilmente prevedibili, quindi.

Guarda le foto del concerto.

Un forum dalle tinte rosa esplode in urla oltre i decibel consentiti, per esortare i ragazzi ad uscire. I Dear Jack approdano sul palco. Una setlist di un’ora e trenta minuti che spazia tra i successi di un album che gli ha lanciati nel firmamento musicale, e i tributi ai brani di un’altra epoca da Arrivederci di Bindi a Demons degli Imagine Dragons. Ammetto che il mio noto cinismo mi porta a pensare che ciò a cui assisterò non è altro che la riproposizione della serata finale di Amici, visto che molti dei brani sono stati suonati dai ragazzi dentro la scuola del programma.
Il successo ottenuto velocemente è palpabile tra le note de La pioggia è uno stato d’animo, Domani è un altro film o Ricomincio da me quando il pubblico canta all’unisono tanto quasi da coprire la voce di Alessio. Lo sweet pop dei ragazzi ha colpito per immediatezza, tanto che i brani del nuovo disco vengono urlate in automatico, mentre gli smartphone sono pronti ad immortalare il momento.

Mi aspettavo di vedere cinque ragazzi timorosi nell’affrontare un palco come quello del Mediolanum Forum. Temevo l’ansia da prestazione, più che giustificabile quando da un talent vieni catapultato su un palco di un palazzetto, senza seguire la naturale evoluzione del tuo percorso musicale. I Dear Jack, invece, calcano la scena andando diritti al punto. Wendy e il parterre ondeggia. Alessio, munito di videocamera, riprende i presenti nell’intento di costruire un ponte che unisca il palco alla gente accorsa. I Dear Jack sbranano lo stage, risultando credibili anche quando si trovano a dover affrontare la sfida Beat It di Michael Jackson. Un mostro sacro del pop. Un tributo, non una cover tengo a sottolinearlo. I ragazzi reinterpretano il brano rivestendolo di chitarre più accese. Stessa regola vale per Pensiero dei Pooh e Solo di Baglioni. Ciò che lascia senza parole è vedere come una generazione molto più piccola della mia stia cantando Arrivederci di Umberto Bindi proprio grazie ai Dear Jack.

I ragazzi sanno suonare e bene. Alessio canta e spinge sulle corde vocali, come chi è conscio dello strumento e delle proprie potenzialità senza mai esagerare. Il medley unplugged di She Will Be Loved, The Man Who Can’t Be Moved e Fix You ha sicuramente passato il televoto dei presenti, mostrando le qualità dei ragazzi. La reinterpretazione di L’Anima Vola, almeno a gusto personale, mostra i limiti di una band ancora acerba e sicuramente in crescita tra chilometri da macinare, sfide e pentagrammi. Senza troppi giri di parole, Alessio e company sono bravi. Niente sbavature, niente scordature. La pecca è che forse, spesso, risultano più concentrati sul non sbagliare che sull’emozione che dovrebbero sentire e riversare sul pubblico. Ma per questo c’è tempo. Nel frattempo le mani ondeggiano, gli abbracci stretti di amiche unite dalla passione per i loro idoli si ripetono. Niente aftershow e party all night long, i Dear Jack decidono di passare più di un’ora –quasi due- a firmare le copie dei fan che hanno acquistato il loro primo disco all’interno del palazzetto, in pieno sapore old school.

E io? Io esco dal forum con quella strana sensazione di chi sa che sentirà parlare ancora dei Dear Jack e con l’intima speranza di ritrovarli in crescita anche quando le luci si spegneranno sul vincitore della prossima edizione di Amici. Ma questo, poi, sarà un altro film.

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni