Rassicurante o bad boy? Le anime di Ed Sheeran convincono entrambe

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Ed Sheeran torna a Milano dopo il sold out dell’Alcatraz. E ripete la magia del suo spettacolo chitarra e voce. La recensione del concerto del 27 gennaio 2015.

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 26 gennaio 2015. Ed Sheeran bissa il successo di un paio di mesi fa all’Alcatraz di Milano. Location diversa, ma stessa attitudine. Il ragazzo della generazione Internet ritorna a Milano senza molte preoccupazioni. Il cantautore inglese non ha più nulla da dimostrare dopo il successo di X, eppure quando penso alla sua età ho qualche dubbio a riguardo.

È tutto pronto. Dopo i trenta minuti di performance in apertura di Ryan Keen, il pubblico è rodato. Puntualissimo, alle 21 sale sul palco lui, per riproporre il suo one-man-band show in versione 2.0 già visto all’Alcatraz. Anche se, data la venue ben più grande, mi sarei aspettata di vederlo con la band al completo. Invece, solo tredici schermi sopra la testa, grafiche e impianto luci minimal. Mentre lui è munito esclusivamente di svariate chitarre acustiche, due microfoni e un pedale a loop che gli permette di sovrapporre la voce e parti di chitarra.

«Milano ti lascerò senza voce». L’inizio suona perentorio. Le urla d’entusiasmo si alzano, i decibel esplodono e la promessa non viene disattesa già dal primo brano in scaletta, I’m A Mess. Il cantautore inglese è sul palco con la solita camicia a quadri, tatuaggi in mostra, jeans scuri e sneaker. Le due anime del 23enne si notano a colpo d’occhio. Da una parte c’è il ragazzo rassicurante delle ballate strappacuore, delle quali One e Thinking Out Loud sono l’esempio perfetto. Ragazze con occhi sognanti lo ammirano, i baci tra i giovani innamorati si sprecano e le chiamate a chi non è potuto esser presente si trasformano in serenate. Ma il sentimentalismo è solo metà della storia.

L’altra faccia della medaglia, è il bad boy, il ragazzo poco raccomandabile che non presenteresti mai ai genitori. Ed si trasforma quando si tratta di rappare. Afferra il suo microfono con forza e lascia che la sua chitarra gli cada lungo la schiena mentre aumenta il ritmo in Don’t e Take It Back. La normalità con la quale Ed salta sull’amplificatore, si muove e parla con il pubblico è qualcosa di disarmante, considerando la sua giovane età.  E non importa se qua e là si accennano sbavature nell’intonazione, il ragazzo deve ancora crescere. Gli si perdona tutto, quando accenna Can’t Help Falling In Love di Elvis per poi passare a Con te partirò di Andrea Bocelli, in quell’italiano inglesizzato che fa sempre sorridere.

Ed Sheeran rappresenta perfettamente la generazione Internet, scoperto da YouTube e balzato ai primi posti in classifica con uno schiocco di dita. Il cantautore inglese ha sicuramente compreso come funziona il mondo discografico e Pharell Williams e Rick Rubin hanno fatto il resto. Troppo giovane o meno, Ed sembra aver capito cosa vuol essere da grande: un performer di fama , che si tratti di trasformare con nonchalance le persone accorse nel suo privato coro gospel o di ammutolire la folla mentre intona I See Fire.

Guarda le foto del concerto di Milano

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