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Ed Sheeran in concerto a Torino, solo musica e nient’altro

Pala Alpitour, Torino, 17 marzo 2017. Va in scena la seconda data del tour mondiale di Ed Sheeran, che ha scelto l’Italia – e in particolare il capoluogo piemontese – per aprire le danze. Il palazzetto del Parco Olimpico è pieno come un uovo, così come il giorno prima, e fuori non si riescono a contare i fan in disperata ricerca di un biglietto. Vista la stazza minuta di una buona percentuale di pubblico, il parterre sembra leggermente più vuoto del solito, ma i due fulminei sold out a pochi minuti dall’apertura delle vendite parlano chiaro: Ed Sheeran in Italia è talmente amato che questa arena avrebbe potuto riempirla anche una terza o – perché no? – addirittura una quarta volta.

Conoscete la storia del calabrone? Quella trita e ritrita per cui la sua struttura alare non sarebbe adatta al volo, ma lui non lo sa e vola. Ecco, allo stesso modo Ed tiene il palco come un divo, pur non essendolo. Sull’enorme stage ci sono solo lui e la sua chitarra. E ovviamente la loop station, che all’occasione gli permettere di diventare una one man band. Ma sembra manchi all’appello l’elemento fisso di qualunque altro concerto pop: l’ego dell’artista, quello mediamente smisurato. Lui al massimo si lascia accompagnare dal proprio talento, questo sì, davvero smisurato. Se lo porta sempre dietro, permea ogni sua canzone e giustifica meglio di qualunque altra logica il suo successo.

La scelta della scaletta per una star del calibro del rosso più famoso del pop compete con le dodici fatiche d’Ercole. Non vorrei essere nei suoi panni: ogni esclusione scontenta centinaia di fan. Anzi no, non scherziamo, nei suoi panni vorrei esserci eccome. A quante persone capita di fare il mestiere più bello del mondo, farlo così bene, e di non dover cambiare di una virgola il proprio modo di essere?

Fatto sta che nella seconda incursione al Pala Alpitour il buon Ed regala le bellissime Supermarket Flowers, Dive e Nancy Mulligan, tutte escluse dalla serata precedente, la cui setlist invece vantava Lego House e How Would You Feel. Per il resto la selezione dei due concerti appare identica.

Ovviamente il protagonista dello show è il nuovo album in studio, Divide o graficamente ÷. Le sue canzoni hanno assediato le classifiche di tutto il mondo macinando record su record. Basti pensare che al debutto tutte e sedici le tracce della versione deluxe sono entrate nella top 20 della UK Singles Chart e nella Spotify’s Global Top 50, mentre la totalità dei pezzi della standard edition s’è piazzata nella Billboard Hot 100. Un risultato clamoroso, che rende tangibile la portata della musica di Ed Sheeran.

Ci si può emozionare sulle dolci note di Photograph, ballare sull’irresistibile Shape Of You, esaltarsi sul crescendo di Bloodstream o sul rappato di You Need Me, I Don’t Need You, o sentirsi aquile in volo sulla Terra di Mezzo durante la catartica I See Fire. Ognuno può trovare il proprio momento in uno spettacolo di due ore che si fa ricordare per la musica e nient’altro.

La connessione con il pubblico non è tra le più estroverse. Forse Ed ci tiene a non abbattere del tutto la sottilissima parete che separa l’artista dalla sua platea, o forse è solo una persona timida che quando riceve un regalo inaspettato vorrebbe tanto poterlo aprire in solitudine nella propria stanza. Per questi o per chissà quali altri motivi non cede all’emozione davanti alle fan action organizzate dall’#EdTeam Italia, la divisione tricolore del fandom della popstar britannica. Tra cellulari, starlight e palloncini colorati i diecimila di Torino fanno di tutto per dimostrare il proprio affetto, ma Ed si limita a raccogliere una bandiera dalle prime file e a dispensare sorrisi. Sembrerebbe quasi abituato a tutto questo, se non fosse che quei sorrisi tradiscono il vano tentativo di impassibilità e restituiscono al pubblico l’immagine della star più genuina di questo millennio. Ti vien voglia di salire sul palco e abbracciarlo, con quel suo faccione simpatico e quel portamento un po’ goffo che lo rende così autentico, così uno di noi.

Ed Sheeran è il paladino della meritocrazia, della fama rispettosa. In un mondo della musica cosparso di ritornelli senza parole, coreografie, passerelle, fuochi d’artificio, outfit faraonici, espedienti e frasi fatte, in questo particolare scenario in cui tutti appaiono, lui canta e suona. Semplicemente canta e suona.

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Umberto Scaramozzino

Foto di Francesco Prandoni

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