Gli Editors sono diventati una macchina da live: concerto da padroni di casa a Milano

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Gli Editors tornano in Italia per la terza volta in pochi mesi e dimostrano una continua crescita. Grande esibizione dal vivo per la band capitanata da Tom Smith. La recensione del concerto di Milano del 20 luglio 2014 all’Alfa Romeo City Sound.

Ippodromo del Galoppo, Milano, 20 luglio 2014. Terzo appuntamento dal vivo in Italia per gli Editors nel giro di pochi mesi. Dopo il sold out milanese all’Alcatraz dello scorso autunno e la data bolognese di febbraio, rieccoli per due nuovi concerti, ancora a Milano e poi a Roma. Un segnale importante di come la band di Tom Smith, dopo essere arrivata a un passo dallo scioglimento, con l’ultimo album abbia trovato una spinta propulsiva tanto forte quanto inaspettata. La virata stilistica verso un indie rock più appetibile commercialmente avrà fatto storcere il naso a qualche affezionato della prima ora ma ha fatto bene alla popolarità (e all’entusiasmo) della band. La quale, ormai in tour da mesi, è diventata una perfetta macchina da guerra live.

Il concerto visto all’Alfa Romeo City Sound è stato nettamente superiore alla già buona performance di ottobre. Per più motivi. Una scaletta meglio assortita e calibrata, con un ritmo perfetto e priva di cali di tensione, dove i brani più recenti si mescolano con armonia ai classici più datati. E poi, a un gruppo il cui affiatamento è ormai totale, si aggiunge la crescita costante di Tom Smith come interprete.

Il pratone dell’Ippodromo non è totalmente gremito, ma fatte le proporzioni con le rispettive capienze delle venue, a dispetto della breve distanza di tempo, c’è molta più gente che non all’Alcatraz. L’attacco è ormai classico, con Sugar, tratta dall’ultimo album The Weight Of Your Love, perfetta per scaldare subito gli animi, con incedere cadenzato e insinuante. Ci fosse bisogno un rinforzino per creare subito il feeling con il pubblico ecco Munich, brano dal primo album, tra i più amati dai fan e dove gli echi dei Joy Division si fanno più concreti. An End Has A Start All Sparks (secondo e ultimo estratto dal debutto The Back Room) scorrono via trascinanti e compatti, mentre su Formaldehyde entra in funzione anche il mega schermo alle spalle del gruppo, che rispetto alle date precedenti si presenta cresciuto anche nell’impatto scenico. Tutta la prima fase del concerto è tirata su ritmi alti, nessuna pausa di troppo tra un pezzo e l’altro, complice anche l’interazione praticamente nulla di Smith con il pubblico.

Il cantante si siede al piano ma non c’è nessun calo di tensione: è per la malinconica corsa di Racing Rats, seguita da una chicca, A Life As A Ghost, bonus track dall’album In This Light And On This Evening, con un video sullo sfondo che rimanda combattimenti di arti marziali. Eat Raw Meat = Blood Drool è un altro di quei mid-tempo ipnotici che trascinano nel vortice, con la sua prevalenza di elettronica e il cantato evocativo di Smith. Con In This Light And On This Evening, meno glaciale rispetto alla versione su disco ma comunque di grande effetto, si apre una sorta di intermezzo dove prevalgono i suoni elettronici, completato da Bricks And Mortars, introdotta dal suo martellante beat sintetico. Il riff di chitarra di Ton Of Love riporta all’oggi e a sonorità decisamente diverse. Pietra dello scandalo per qualcuno, a causa degli evidenti echi di Rem e U2, dal vivo ha l’effetto trascinante tipico di quei pezzi che anche chi stenta a sopportarli si ritrova a canticchiare.

Bones riporta su coordinate più classiche e fa da introduzione a una parte conclusiva inusuale dove, a dispetto del comune agire, trovano spazio i pezzi più di atmosfera. A Honesty, che chiude il set base, seguono una versione acustica chitarra e voce di The Weight, ad aprire i bis, e la dolente Two Hearted Spider, pezzo che ricorda i James e forse più adatto a metà show che non in chiusura. Smokers Outside The Hospital Doors, con il suo procedere in crescendo fa da apripista invece a Nothing e soprattutto al delirio finale di Papillon: brano che di suo rende impossibile stare fermi e che qui viene eseguito in una versione estesa e travolgente. Si replica stasera a Roma: chi può non se li perda.

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