La goffa dolcezza di Emiliana Torrini contagia Milano

Recensione Concerto Emiliana Torrini Milano

Torna a Milano la cantautrice italo-islandese Emiliana Torrini, con le sue canzoni coinvolgenti e la sua caratteristica timidezza. La recensione del concerto. (Foto di Elena Di Vincenzo)

Magazzini Generali, Milano, 11 novembre 2013. Emiliana Torrini aveva lasciato Milano qualche anno fa, proprio nello stesso club dove questa sera l’abbiamo ritrovata. Darle il benvenuto sul palco è sempre molto piacevole: ai tempi aveva colpito tutti con la sua timidezza, la sua goffa dolcezza e la sua buffa dialettica con il pubblico. Reduce dal nuovissimo Tookah, il pubblico italiano la ritrova come l’avevamo lasciata, entusiasta ed emozionata, presentandosi come al solito con un look tutto suo che da anni ne caratterizza il personaggio: capelli raccolti con due mollette ai lati, vibrante vestitino anni 50, lussuosa scarpa con tacco. Davanti a se un leggio che spesso l’aiuterà ad essere meno distratta nel corso dello show.

La band parte con la titletrack del recente album, e prosegue eseguendo molti dei nuovi brani: il suono elettronico del disco, contaminato dalle consuete sonorità folk, dal vivo rende molto bene e la voce della cantante islandese è in discreta forma. Dalle prime file qualcuno la chiama e le regala delle rose: lei, imbarazzata, ringrazia e sorride con la sua tipica espressione da brava ragazza ed annuncia Sunny Road. I brani sono tutti eseguiti perfettamente dal gruppo anche se manca un po’ di coinvolgimento ed arrangiamento live: Emiliana ha molta voglia di far bene, ma qua e là la sua performance non è impeccabile, fra incertezze vocali e qualche dimenticanza nel testo. Il pubblico comunque la applaude calorosamente e lei si da coraggio con una rabbiosa interpretazione di Big Jumps e Jungle Drum, due dei suoi maggiori e divertenti successi del passato. Il concerto cresce di intensità fra sonorità intimiste e i ritmi incalzanti. Emoziona l’esecuzione di Elisabet, descritta nel profondo e dedicata alla sorella, coinvolge la potente riedizione live di Speed Of Dark uno dei pezzi più convincenti del nuovo lavoro, che forse delinea la prossima direzione musicale della dolce cantautrice.

La Torrini sceglie un finale tenue e soffuso, quasi riconciliante: brilla la versione buia e tenebrosa di When Fever Breaks, ipnotizza l’oscillante incedere  di Nothing Brings Me Down da Fisherman Woman’s. Emi ringrazia frettolosamente, si toglie le scarpe e fugge via. Molte luci e qualche ombra quindi su questo atteso ritorno: ma noi, come tutto il pubblico presente, siamo comunque felici. Il tenero approccio alla musica, alla vita ed alle piccole cose dell’artista che viene dal freddo, ci ha comunque contagiato. Fuori dal locale il cielo e terso con una luna splendente: sicuramente la sensibilità di Emiliana lo noterà e magari ci scriverà una canzone.

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