Gli Eugenio in Via Di Gioia sono tra i migliori giovani gruppi italiani

eugenio in via di gioia torino 17 aprile 2015 recensione

Gli emergenti Eugenio in Via di Gioia si sono esibiti il 17 aprile 2015 all’Hiroshima Mon Amour di Torino, per la prima data di un nuovo format live dal titolo Curriculum Vitae, in collaborazione con Spinoza.it e lo street artist GEC.

Hiroshima Mon Amour, Torino, 17 aprile 2015. Difficilmente le nuove realtà italiane riescono a raggiungere così in fretta l’attenzione della stampa puntando su un progetto musico-culturale che non coinvolga la mondanità. In questo, l’Hiroshima è sempre un po’ come la scuola per mutanti del Professor Xavier. Nel senso che è un luogo speciale che valorizza chi ha qualcosa di speciale, non nel senso che ci potete trovare musicisti con i superpoteri.

Quando per la prima volta ti chiedono di andare ad un concerto degli Eugenio in Via di Gioia è facile che nascano fraintendimenti: “scusa, e dove sta questa Via di Gioia?”. Il nome in realtà è una divertente concatenazione dei nominativi dei tre membri fondatori della band: Eugenio Cesaro, Emanuele Via e Paolo Di Gioia, ai quali poi si aggiunge Lorenzo Federici. Povero Lorenzo – direte voi – quindi lui è l’unico a non comparire nel nome? Diciamo che il suo cognome non era abbastanza flessibile da incastrarsi nel gioco di parole creato, e “Eugenio in Via di Gioia con Lorenzo” avrebbe potuto creare confusione sul chi avrebbe dovuto accompagnarmi al concerto, oltre che sul dove. Però la coesione per questa band è talmente vitale che il titolo del disco d’esordio è proprio Lorenzo Federici. Insomma, l’hanno risolta meglio dei tre moschettieri con D’Artagnan.

Nelle prime battute del live a colpire è più di tutto il coinvolgimento della platea, già evidentemente affezionatissima, e pur trovandoci nella città natìa dei membri non è così scontata una partecipazione simile (oltretutto ad un passo dal sold out). In realtà su alcuni dei primi pezzi qualche dubbio sul “ma come sono finito qua?” si fa sentire, salvo poi rendersi conto di quanto sia complessa la proposta a metà strada tra il folk e lo swing che questi buskers torinesi hanno messo in piedi. Un po’ paradossale notando la leggerezza con cui i quattro musicisti si approcciano alla musica. Eugenio in particolare si rivela essere un artista istrionico, tanto impacciato negli intermezzi quanto teatrale e carismatico nei pezzi, spesso parzialmente recitati.

Lo show è impreziosito dagli interventi al vetriolo di Stefano Andreoli, del blog Spinoza.it, che contribuisce alla destrutturazione dei meccanismi della nostra società senza mai staccarsi dal mondo degli Eugenio. Ma è verso la fine del concerto che si manifesta pienamente il concept sviluppato intorno alla band, grazie a scenette di interazione con il pubblico che in Italia solo Davide Toffolo con i suoi Tre Allegri Ragazzi Morti è riuscito a creare con credibilità. Qui siamo addirittura agli esordi, eppure tutti nelle prime file conosco a memoria le parole delle gag. Notevole.

Forse c’è un po’ il timore che tra le pungenti tematiche attuali e i testi più scanzonati (dovreste sentire Pam) ci sia un limbo di comicità scadente in cui sarebbe facile cadere, ma continuo a convincermi che qualcosa da dire ci sia e che venga detto in modo interessante. L’unico ultimo dubbio da fugare riguarda la qualità non sempre eccelsa degli arrangiamenti, quando ecco arrivare il pezzo migliore della serata: All You Can Eat. Ora non vorrei passare dall’ironia sul nome ai paragoni esasperati, ma è un brano che se fosse in inglese e fosse stato scritto dai Mumford and Sons potrebbe fare il paio con Little Lion Man. Di sicuro devono tanto alla scena nu-folk inglese che ha conquistato i riflettori negli ultimi cinque anni, ma considerando quanto altro contenuto mettono sul piatto non è così utile tirare fuori altri accostamenti.

Cubi di Rubik risolti tra un accordo e una strofa cantata, battute di bassa lega alle quali è impossibile resistere, e addirittura un accenno di crowd surfing che non si vede spesso in un contesto del genere. Gli Eugenio in Via di Gioia sono un nome interessante, hanno una loro precisa prospettiva, e sono più di tutto un’autentica proposta.

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