Fabri Fibra è tornato: torte di compleanno, ospiti e dissing al concerto di Milano

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Il 17 ottobre 2015, giorno del suo trentanovesimo compleanno, Fabri Fibra è salito sul palco del Fabrique di Milano per la prima delle due date del suo Squallor Tour. Protagonista assoluto del live set, come è giusto che sia, è il suo ultimo album Squallor, a partire dall’opening Troie in porsche fino ai singoli Il rap nel mio paese e Come Vasco. E come il disco pubblicato a sorpresa in aprile era ruvido e intransigente, così lo spettacolo messo in scena sul palco è diretto e senza tanti fronzoli, se si eccettua una console luminosa e uno schermo su cui di tanto in tanto vengono proiettate poche immagini a tema con la canzone del momento. Per il resto è Fibra assieme a Dj Double S. Ovvero uno degli mc più amati e odiati, assieme a uno dei dj hip hop più bravi del Paese. Un’accoppiata che già da sola vale il prezzo della serata.

Ma la data di Milano, come si è detto, è anche una festa di compleanno, per cui non possono mancare gli invitati. Non solo il pubblico che riempie il Fabrique (sold-out da giorni), ma anche una buona parte dei featuring di Squallor, ovvero Gue Pequeno in E tu ci convivi, Marracash in Playboy (più raddoppio con Vita da star, pezzo preso dal suo Status), Gemitaiz e Mad Men in Non me ne frega un cazzo, i Machete Salmo e Nitro in Dexter e Clementino in E.U.R.O.

Proprio con il rapper-showman partenopeo Fabri Fibra mette in scena uno dei momenti più coinvolgenti della serata, duettando in Chimica Brother, brano tratto dal disco Non è gratis registrato dai due nel 2012 con il nome di Rapstar. L’atmosfera, durante queste varie comparsate, è conviviale, con Marracash che invita il pubblico a cantare Tanti auguri al suo collega, grandi pacche sulle spalle e sul bis addirittura torta di compleanno e regalo.

Al di là delle pose da cinico Fibra sembra divertirsi, e per ricambiare si dà da fare per far divertire il pubblico. I fan accorsi sul posto partecipano, tirano su le mani e urlano a richiesta, addirittura ogni tanto improvvisano cori da stadio. Ma trattandosi di Mr. Simpatia non può essere tutto rose e fiori. Bersagli principali delle frecciatine scoccate nel corso della serata sono i giornalisti, la scena rap italiana (“Vedo tanti rapper che per diventare famosi… smettono di fare rap”, ridacchia Fabrizio Tarducci in uno dei vari intermezzi parlati in cui si confida con i suoi sostenitori) e ovviamente l’arcinemico Fedez. Che non solo è bersaglio di una rima non propriamente lusinghiera ne Il rap nel mio paese, ma si becca anche un coro spontaneo del pubblico e viene preso di mira pure da Clementino. Quale regalo migliore per il polemico Fibra?

Le due ore di concerto, in ogni caso, filano via lisce, tanto che dopo i due pezzi conclusivi (Panico e A me di te da Guerra e pace, che assieme a una breve incursione nella tracklist di Mr. Simpatia costituiscono una delle poche eccezioni rispetto a Squallor) ci si guarda intorno smarriti, spiaciuti che questa festa sui generis sia già finita

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