Fedez e J-Ax la buttano sul Pop-Hoolismo nel primo concerto “insieme”

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di Cinzia Franceschini
Foto di Roberto Panucci

Ippodromo delle Capannelle, Roma, 4 luglio 2015. Una finta tv vintage in fondo al palco. Il tono polemico (dal forte accento milanese) contro il potere e i potenti, di qualsiasi estrazione. E una buona dose di ego, che a un rapper non deve mancare mai. Sul palco di Postepay Rock in Roma – l’evento musicale estivo che anche quest’anno è all’Ippodromo delle Capannelle, a pochi passi da via Appia Nuova a Roma – si sono esibiti i due rapper italiani Fedez e J-Ax, per la prima volta insieme (dopo la preview gratuita della sera prima a Mondo Ichnusa). Un’ora e mezza di concerto ciascuno (Fedez prima, J-ax in chiusura fino quasi a mezzanotte), per un pubblico di 12mila persone che si è fatto parecchio sentire. Molti bambini accompagnati dai genitori e adolescenti. Ma anche tanti fan storici degli Articolo 31 (il gruppo dove J-Ax ha cantato dagli anni ’90 fino al 2006). Fedez, 25 anni e 100mila copie vendute con l’ultimo album Pop-Hoolista, ha aperto con gli ultimi successi: il brano omonimo Pop-Hoolista, Generazione Bho, Cardinal Chic e L’amore Eternit. In tutte le canzoni, specie quelle che nell’album sono realizzate in collaborazione con cantanti italiane, è essenziale la voce di Vivian Grillo, ex concorrente di X-Factor 8, in tour con Fedez da dicembre 2014 e che ieri ha cantato anche un paio di notevoli brani rap in inglese.

Durante il concerto di Fedez si dà largo spazio alle introduzioni prima di ogni brano: registrazioni audio, sarcastici video animati (trasmessi dalla tv gigante che fa da sfondo al palco), spiegazioni accompagnate da travestimenti. Il pubblico applaude e si diverte – nonostante, a volte, si tenda ad andare un po’ per le lunghe. Ci sono le intercettazioni audio tra Silvio Berlusconi e Nicole Minetti (ex consigliere regionale – e non comunale, come detto al concerto – in Lombardia). C’è, soprattutto, tanta televisione, da Barbara D’Urso ad Alfonso Signorini che in un video animato diventa supereroe per il brano Alfonso Signorini (eroe nazionale). C’è un carosello di finte pubblicità che fanno il verso agli spot della tv nazionalpopolare e fanno molto ridere chi guarda. È qui che Fedez compare vestito da assorbente intimo e canta Vivere in campagna pubblicitaria, altro brano dell’ultimo album. Dopo Magnifico, Il cigno nero e Ti porto con me è il momento di lasciare il palco al socio e amico J-Ax.

Il prato si è un po’ svuotato. Qualcuno, soprattutto chi è con i bambini, è già andato verso l’uscita, altri si sono messi più comodi con gli asciugamani a terra ai lati del palco. Il cantante 42enne si presenta con un montaggio di pezzi di video da varie trasmissioni tv (da Porta a Porta ai programmi di Mtv) dove si auto-definisce «il miglior rapper italiano». Poi arriva la musica. J-Ax, in completo nero con papillon rosso, torna al 2002 con il brano Spirale Ovale e passa subito all’ultimo album solista, Il bello d’esser brutti, con La tangenziale. Il ritmo del concerto ora è incalzante e i fan rispondono bene nonostante il caldo e un po’ di stanchezza. Con J-Ax la vena polemica è solo accennata. Prima di Domani smetto il pubblico viene invitato a mostrare «il dito medio in direzione di Montecitorio». Ma la critica politica non va oltre. Si continua con Sono di moda, canzone dell’ultimo album, e poi + Stile, il brano realizzato nel 2007 in collaborazione con la band italiana The Styles.

A questo punto è il pubblico a cantare: si intona un «J-Ax uno di noi» che lascia senza parole il cantante. Forse è per l’emozione, dice, che sbaglia appena dopo alcune parole di Noi gente che spera. Dopo una breve pausa il cantante ricompare sul palco non più in completo elegante, ma in t-shirt (con l’immagine di se stesso stampata davanti) e cappellino da baseball rosso. Comincia un medley di vecchi successi degli Articolo 31, tra i quali Meglio prima, introdotta da una “predica” ironica ai fan che sono «diventati un po’ commerciali: mi piacevate di più prima». Poi arriva Deca-Dance, altro brano solista. Infine, sul palco sale anche il fratello di J-Ax, Weedo (l’ex Grido dei Gemelli DiVersi), e insieme cantano Due su due e The Pub Song, brano estratto dall’ultimo album. La complicità con il pubblico è forte e J-Ax si fa perdonare qualche ulteriore imprecisione nell’esecuzione delle canzoni («Io e Weedo non abbiamo avuto il tempo di provare insieme, scusate», spiega). Di nuovo, allora, cantano i fan, giusto poco prima della fine del concerto. Un «Ma che ce frega ma che ce ‘mporta», che J-Ax definisce un canto popolare davvero rock e, tra gli applausi, chiude con una critica: «Sarebbe adatto come inno nazionale. Di sicuro è più congruo per come è il nostro Paese».

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