Politica, ironia, onestà: il mondo di Fedez (che piace a tante generazioni)

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Uno show all’altezza delle aspettative quello che Fedez ha portato in scena al Mediolanum Forum di Assago nella prima delle due serate milanesi del Pop-Hoolista Tour. La recensione del concerto del 21 marzo 2015. Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum, Milano, 21 marzo 2015. Il 2014 è stato l’anno di Fedez: l’uscita a settembre del suo terzo album Pop-Hoolista, un singolo (Magnifico feat Francesca Michielin) da 30 milioni di visualizzazioni su YouTube e il (riuscito) ruolo di giudice a X Factor – senza trascurare le sue frequenti esternazioni politiche – lo hanno confermato come rivelazione dello star system italiano. E a quanto pare il 2015 non sarà da meno. Il 19 marzo ha preso il via da Rimini il Pop-Hoolista Tour, che dopo la tranche primaverile nei palazzetti continuerà anche in estate nelle location all’aperto (Carroponte e Lucca Summer Festival solo per citarne alcune).

Entrando al Forum noto subito il trionfale palco posto al centro del palazzetto. Il pubblico è particolarmente eterogeneo. Non solo bambini e adolescenti con genitori al seguito com’era prevedibile, ma anche tanti ragazzi (se così si possono ancora chiamare) over 30. Selfie ricordo e olé da stadio anticipano l’inizio dello spettacolo. Sono le 21 passate da qualche minuto quando le luci si spengono e sui mega schermi posti ai lati del palco vengono trasmesse le immagini di Fedez nei panni di un improbabile politico impegnato a fare promesse pre-elettorali. «Aboliremo l’uso del congiuntivo per favorire l’ingresso dei tronisti nel mondo del lavoro». Pronti-via, Fedez mi ha già (quasi) conquistata.

Dopo questo lungo preludio fatto anche di stralci di Gasparri & Co intenti a criticare il rapper, lo show ha inizio. In scaletta sono molte le canzoni dell’ultimo album: Generezione bho, Sirene, Love Cost, Cardinal Chic. Durante quest’ultima un gigantesco Rolex di cartapesta con un crocefisso al centro del quadrante discende sul palco. «Qualcuno per questo mi accuserà di blasfemia, ma la vera blasfemia per me è vedere un Rolex al polso di chi dovrebbe rappresentare Dio». L’esagitato padre che ho di fronte si lascia andare ad applausi e urla di approvazione che lo fanno sembrare un personaggio uscito da Zelig.

Nonostante i continui riferimenti alla politica e al concetto di populismo (narrati dalla voce di Francesco Pannofino) risultino alla lunga un po’ pesanti, Fedez realizza uno show divertente e ironico, ai limiti del cartoonesco. Memorabile l’entrata in scena del “palinsesto della tv italiana” in Non c’è due senza trash: un’improbabile iconografia di Barbara D’Urso nelle vesti di una Madonna attorniata dalle gigantografie di Maria De Filippi, Cristiano Malgioglio e Michele Misseri riassume al meglio il concetto.

Tanti gli ospiti che accompagnano il protagonista della serata nelle due ore di show: Noemi, Francesca Michielin (emozionante vedere il Forum illuminato a giorno dalle torce dei telefonini sulle note di Cigno nero) e Lorenzo Fragola. Al momento Fedez è l’unico esponente della scena rap e hip hop italiana a potersi permettere uno spettacolo di questo livello. Gli va riconosciuta la padronanza delle rime e delle parole che in questi anni è riuscito a maturare, oltre che l’onestà di non scimmiottare atteggiamenti e temi più consoni a rapper della West Coast americana. Onestà che tanti suoi colleghi non hanno. E fosse solo per questo, caro Federico ti meriti un applauso.

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