Il concerto di Florence ha chiuso il 2015 nel migliore dei modi

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di Massimo Longoni
Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 21 dicembre 2015. Quel che si dice chiudere in bellezza. Per uno degli ultimissimi concerti dell’anno, al Forum di Assago arriva Florence Welch con la sua macchina da guerra. Quella che le ha fatto sfornare un album praticamente perfetto come How Big, How Blue, How Beautiful (noi di Onstage lo abbiamo eletto album dell’anno), e che dal vivo confeziona uno show di livello altissimo. Lei è il fulcro di tutto, voce e carisma, ma la band che la supporta non perde un colpo. E così alla fine della serata, in tempi di concerti “monstre” da 30 brani, poco più di un’ora e mezza di show con “solo” 17 brani in scaletta lascia più che soddisfatti, perché ogni minuto è stato riempito (tra spontaneità e costruzione studiata al dettaglio) da qualità ed emozioni.

Si parte subito con un colpo di teatro. Gli occhi del pubblico sono tutti puntati verso la band schierata sul palco. Ma Florence arriva da sotto, distribuendo fiori e ghirlande ai fan assiepati nelle prime file. Già con il primo pezzo, What The Water Gave Me, l’entusiasmo del Forum è alle stelle. Lei, camicia di raso celeste, gilet, pantalone bianco a zampa e piedi nudi, corre da una parte all’altra del palco, volteggiando e piroettando. Ship To Wreck è un colpo perfetto per scaricare l’adrenalina dei 10mila presenti.

Rabbit to Heart (Raise It Up) si muove sinuosa su ritmiche esotiche per andare dritta sull’inciso. E a quanto pare a Florence non è bastato l’ingresso a sorpresa: solletica ancora l’entusiasmo dei fan scendendo nuovamente tra di loro e concludendo il pezzo in piedi sulla balaustra della prima fila mentre indossa una delle ghirlande che aveva regalato poco prima.

Per il brano seguente invita tutti a mettere via i cellulari e godersi il momento guardando con i propri occhi e ascoltando con le proprie orecchie, tutti connessi in un momento unico e irripetibile. Applausi scroscianti, urla di approvazione. Qualcuno prova a resistere ma, incredibile a dirsi, la stragrande maggioranza del pubblico ripone i telefoni e così Third Eye viene eseguita senza schermi elettronici a fare da filtro tra Florence e gli occhi del pubblico. Si prosegue con la trascinante e a tratti epica Delilah, dall’ultimo album. Tendaggi di velluto rosso illuminati per You Got The Love, proposta in versione semi acustica.

La title track How Big, How Blue, How Beatiful ha come cornice migliaia di palloncini blu illuminati dai cellulari (qui servono). Il finale è davvero un tuffo sognante nel blu, con Florence che balla sospinta dalla sezione fiati. Ma a ricordare che Florence i segnali della sua grandezza li aveva seminati anche prima dell’ultimo straordinario album, arriva Shake It Out, con le sue influenze celtiche. In Cosmic Love la voce della cantante di Camberwell si appoggia solo sulle delicate note del piano e dell’arpa creando un momento davvero magico. La parentesi d’atmosfera prosegue con Long & Lost mentre prima Queen Of Peace e poi What Kind Of Man rialzano la temperatura, in particolare quella del fortunato fan che viene abbracciato da Florence, scesa ancora una volta a contatto delle prime file. Dopo Spectrum il set regolare si chiude con Dogs Days Are Over con un finale “peace & love” dove Florence invita tutti ad abbracciarsi reciprocamente.

Il rientro sul palco è per eseguire tutte di un fiato MotherWhich Witch e Drumming Song, un pezzo in più rispetto alle ultime scalette, a dimostrazione che Florence si è davvero goduta questa serata italiana. Come del resto il pubblico. Chi se l’è persa questa sera può rimediare ad aprile: il 13 e 14 sarà a Casalecchio di Reno e Torino.

Guarda le foto di Florence + The Machine in concerto a Milano

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