Un altro grande concerto dei Foo Fighters

recensione-foo-fighters-bologna-13-novembre-2015
di Jacopo Casati
Foto di Mathias Marchioni

I Foo Fighters tornano in concerto in Italia. L’Unipol Arena di Bologna, sold out da mesi per lo show del 13 novembre 2015, accoglie Dave Grohl e compagni con un boato assordante poco dopo le 20:30. A differenza dell’evento di Cesena di dieci giorni fa, il palco è imponente: schermi ovunque, mega pedana che porta il cantante (seduto sul suo trono di chitarre) in mezzo al pubblico e un impianto luci ovviamente di prim’ordine.

L’impatto è pazzesco sin dall’inizio. La (poca) voce di Dave viene enfatizzata da un ulteriore aumento di volume ogni qual volta che l’ex Nirvana caccia le proprie tradizionali urla. Everlong è un modo di aprire inusuale, tuttavia la folla apprezza. Durante la lunga maratona rock proposta dagli americani (qui tutta la scaletta proposta), il pubblico non si risparmia mai. La partecipazione degli oltre diecimila fan convenuti all’Unipol è il vero elemento vincente della serata. Grohl stesso dirà: “Questa è l’audience perfetta per un concerto, è incredibile ciò che avete fatto questa sera, siamo talmente carichi che potremmo suonare un altro set”.

I Foo Fighters sono oramai una macchina da live perfetta. Se da un lato si ha la netta sensazione che intermezzi e mosse sul palco dei membri della band siano studiati fino all’ultimo dettaglio, è impossibile non rimanere impressionati dall’energia e dalla grinta che il gruppo riversa sullo stage nell’esecuzione di tutti i brani proposti. Sui momenti più tirati (Monkey Wrench, The Pretender, White Limo, All My Life e anche sulla sorpresa The Feast And The Famine) i fan non si trattengono e si lasciano andare a spinte, salti e deliri assortiti sia in varie zone del parterre sia sugli spalti. Il massimo dell’interazione musicisti-pubblico tuttavia, si verifica durante Skin And Bones. La canzone viene protratta all’infinito grazie al botta e risposta tra Grohl e la folla a colpi di Mahna-Mahnà (verso tipico di una canzone dei Muppets). Gag che si trascina ben oltre la conclusione del brano, lasciando davvero divertiti i membri della band.

Il sipario cala su Best Of You, cantata all’unisono da tutti i presenti al termine di un concerto di spessore. I Foos non sono certo gli esecutori più impeccabili della scena rock contemporanea, ma va dato atto a Dave Grohl di essere riuscito in questi anni a scrivere canzoni che hanno affascinato un pubblico generalista e allo stesso tempo variegato: la band piace ai metallari così come agli appassionati di pop, alle ragazze e anche ai non più giovanissimi amanti dell’hard rock anni Settanta. Il carisma e l’impatto frontale del gruppo sul palco fa il resto. Tutto questo garantirà ai Foo Fighters ancora diversi anni di palazzetti esauriti e stadi traboccanti di entusiasmo. Un merito acquisito sul campo, e che nessuno può contestare in alcun modo.

Guarda le foto del concerto.

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