Il miglior tour della carriera solista di Francesco Renga. La recensione del concerto agli Arcimboldi di Milano

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Prosegue con un sold out dietro l’altro il Tempo Reale tour 2014 di Francesco Renga. Il racconto della serata di ieri nella recensione dello show di Milano. Foto di Francesco Prandoni.

Teatro degli Arcimboldi, Milano, 20 ottobre 2014. E’ questo il miglior tour di sempre di Francesco Renga? Il successo e la qualità delle attuali date di supporto all’album Tempo Reale lasciano poco spazio a dubbi. La sensazione che avevamo avuto dopo l’anteprima dello scorso maggio, si è trasformata in certezza dopo lo show di ieri sera.
Il Teatro degli Arcimboldi è vestito a festa esattamente come qualche mese fa, tutto esaurito in prevendita e bollente (è il caso di dirlo, vista l’ovvia predominanza di pubblico femminile presente al teatro) nell’attesa dell’esibizione di quella che è attualmente la miglior ugola pop/rock italiana in circolazione.

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L’assoluta padronanza, il controllo totale della voce, la capacità di regalare vibrazioni emozionali su registri bassi o alti che siano senza alcuna difficoltà e, cosa non da poco, reggere alla grande quasi 130 minuti di set, sono doti che a Renga sono riconosciute da tempo. Ciò che è ora da sottolineare è la ritrovata vena rock, la voglia di scalmanarsi sul palco, di muoversi e di cercare il contatto e il supporto dei fan. Vero, le sue sonorità sono oramai prettamente pop su disco, dal vivo tuttavia la situazione si ribalta. L’impatto è decisamente frontale, i volumi importanti, il sound di chitarra è spesso piacevolmente invadente e le partiture di batteria non lesinano ruvidità anche sulle ballate. Merito, oltre che di Francesco, di una backing band (o “La mia banda di scappati di casa”, come ama definirla il frontman) di sei elementi che non lascia nulla al caso, impreziosendo arrangiamenti rivisitati di vecchi classici con pregevoli inserti e variazioni.

La serata è piacevolissima: oltre due ore di musica (ventisette brani in tutto!), in cui Renga passa in rassegna la propria carriera post Duemila, lasciando al nuovo album Tempo reale metà scaletta, alternando in maniera convincente canzoni più ritmate ad altre più riflessive e dolci. L’unico problema che rimane, per lo meno nella testa di chi scrive, è che Francesco avrebbe ora di bisogno di qualche data nei club senza posti a sedere. La sua vitalità, il bisogno di saltare, ballare e scatenarsi è oramai inversamente proporzionale alla volontà di una buona metà del pubblico, che desidera arrivare al concerto e trovare un posto a sedere, per lasciarlo eventualmente giusto per quei venti minuti conclusivi in cui ci si fionda sotto il palco per Sto già bene, Meravigliosa e le amatissime Angelo e La tua bellezza.
Riflessioni a parte, il 2014 è stato anche il suo anno: un tour praticamente tutto esaurito ogni sera, con doppie e triple date nelle città più importanti, non è qualcosa che capita tutti i giorni.

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