Un live di Francesco Sarcina è un saliscendi fatto di gioco, ironia e romanticismo

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di Silvia Marchetti
Foto di Elena Di Vincenzo

Alcatraz, Milano, 27 aprile 2016. Francesco Sarcina in concerto è sempre una garanzia. Di qualità, di energia, di sincerità. L’ex Le Vibrazioni prosegue con successo il suo cammino in veste di solista e non delude le aspettative del pubblico del club meneghino che ieri ha goduto di un live davvero speciale. Un palco importante, difficile, carico di emozioni e di ricordi quello sul quale si è esibito Francesco. Un palco che 14 anni fa ha lanciato la sua band (Le Vibrazioni, appunto) e che oggi lo accoglie ancora una volta a braccia aperte, tra vecchie hit da classifica e brani più recenti, intimi e sperimentali. Ieri sera Sarcina se lo è mangiato quel palco, spinto dalla voglia di raccontarsi in tutte le sue sfumature e di graffiare con le note della sua inseparabile chitarra. Un viaggio musicale, tra sonorità anni Settanta e Ottanta, rock, pop e funky, che ha fatto ballare e divertire con un’ora e mezza di puro spettacolo.

Lei è instabile cambia spesso idea. Lei è un vortice“, ha cantato in apertura di live l’artista 39enne: munito di giacca e cappello nero, ha intonato Inesauribile, brano potente e al contempo delicato, un sentito tributo al miracolo della maternità. Un inizio col botto, dunque, carico di passione, con un Francesco particolarmente a suo agio e ispirato. Tolto il cappello per dare aria ai pensieri, ecco la ballad Una parte di me, altro pilastro del repertorio solista del cantante milanese (“ti cercherò tra le infinite vie dei cieli con gli astri che si aggrovigliano”, recita il testo della canzone). Ancora poesia con l’incantevole Miele, tratto dall’ultimo album Femmina (“mi fai sentire bene anche se questa vita mette solo a dura prova“) e con il singolo Odio le stelle, dal disco Io, che nel 2014 ha invaso per mesi radio e classifiche italiane.

Il concerto è poi proseguito con la magica In questa città, un crescendo di energia esploso in un finale da brividi (qui gran prova vocale di Sarcina). Dopo Nel tuo sorriso, altra perla di Io, spazio al rock nudo e crudo della sfacciatissima Non ti basta mai, ad infiammare l’Alcatraz e a far ballare tutti i presenti. Momento nostalgia con la sempreverde Dedicato a te, canzone che ha fatto conoscere Le Vibrazioni al grande pubblico e che Sarcina dedica ai suoi ex compagni di avventura – “ragazzi, magari faremo presto una reunion, che ne dite?”, ha chiesto il cantante prima di imbracciare nuovamente la chitarra e regalare una versione acustica della celebre hit.

In un saliscendi di gioco, ironia e romanticismo, la serata ha riservato anche molte sorprese, come la jam session improvvisata con Tobia, figlio maggiore di Francesco, così piccolo ma già batterista talentuoso e scatenato. I due hanno suonato per alcuni minuti mostrando un’intesa davvero unica, non solo a livello personale, ma anche artistico e professionale.

Canzone dopo canzone, da Dimmi (rivolta al tempo che fugge e inganna) a Musa (davvero bella e intrigante dal vivo), il live è scivolato verso la fine tra lunghi applausi e cori da stadio. Molti gli amici accorsi ieri sera all’Alcatraz, tra cui i The Kolors (Stash ha cantato e ballato sotto il palco come un pazzo, proprio come un vero fan stregato dalla performance del so beniamino). Ma prima dei ringraziamenti e di lasciare il palco, ancora una carrellata di successi per il padrone di casa: Tutta la notte, In una notte d’estate e Femmina, quest’ultima dedicata alle numerose donne presenti nel locale. E dopo la sbornia funky con l’omaggio a Zucchero e alla sua Diavolo in me, tuffo tra le onde sonore, dark e melanconiche, di Ossigeno, uno dei brani più coinvolgenti dell’ultimo disco, e nell’onirica Vai pensiero vai, a far calare il sipario su una serata indimenticabile di grande Musica (sì, quella con la M maiuscola).

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