Postepay Rock In Roma chiude con i Franz Ferdinand: la recensione del concerto

foto-concerto-Franz-Ferdinand-roma-2-agosto-2014

Il Postepay Rock In Roma 2014 si conclude con l’atteso concerto dei Franz Ferdinand. La recensione dello show di sabato 2 agosto. Foto di Max Marcoccia.

Sono in molti a percorrere il sunset boulevard che collega la stazione ferroviaria di Capannelle all’Ippodromo per l’ultimo appuntamento dell’edizione 2014 di Postepay Rock in Roma. Sul main stage i Franz Ferdinand, impegnati nella promozione del recente Right Thoughts, Right Words, Right Action. L’attacco della band scozzese è affidato a No You Girls, The Dark Of The Matinée e Right Action. Sarà questa la partitura del concerto: una scaletta che mescola senza riserve le tracce dei differenti quattro album in studio di Kapranos & Co. Il sound si affida allo strapotere sonico di cassa e rullante, mentre la voce affoga nelle ondate fragorose delle chitarre brit; a riportarla a galla ci pensa Tell Her Tonight.

La successiva Evil Eye ha un adrenalinico piglio post punk, gioie rare oggi giorno; il ritornello mellifluo ci riporta agli anni Dieci di questo secolo. C’è poco da fare: sebbene non manchino bei pezzi, l’ultimo lavoro dei Franz Ferdinand non regge il confronto con i primi album. La conferma la danno Do You Want To e Walk Away, sulle quali il pubblico balla e canta con trasporto assai più convinto. I Franz, con un atto di umiltà verso se stessi e verso il loro fedele seguito, aggirano l’ostacolo ricorrendo a una perfetta fusione tra vecchio e nuovo: Stand In The Horizon termina con un power synth decisamente krauty, sfumato nell’attacco della tradizionale Can’t Stop Feeling.

Avremmo già dovuto rendervi conto, a questo punto, di un’altra geniale trovata del gruppo scozzese: le sapienti variazioni di velocità dei brani, dilatati fino all’inverosimile: a tratti più veloci, come vuole la norma (Michael), più spesso palesemente rallentate: se per i più questo è un classico suicidio votato alla nobile causa del ritmo, per i Ferdinand significa esaltare la solidità melodica dei pezzi, tanto da mandare alla deriva le aggressività rock in favore di un ipnotismo trip e trance.
Visibile soddisfazione tra i presenti, che sono tanti: e non finisce qui. I bis procrastinano l’entusiasmo fino all’esaltazione vera e propria di Jacqueline – lì dove tutto è iniziato – e This Fire – dove il concerto trova un esplosivo finale.
Massimo rispetto per i Franz Ferdinand, chirurghi della difficile arte dello spettacolo (vedi un brano come Goodbye Friends And Lovers): c’è un solo vero dio, ed è il loro pubblico, sedotto con classe e devozione rara. Vorremmo riascoltarli già domani!

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni