La prima volta di George Ezra a Milano fa ben sperare per il futuro

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Prima data italiana da headliner per George Ezra. Il giovanissimo cantautore inglese ha tenuto bene il palco di Milano e cantato le canzoni del suo primo album Wanted On Voyage. La recensione del concerto del 21 novembre 2014. Foto di Francesco Prandoni

Magazzini Generali, Milano, 21 novembre 2014. George Ezra è l’ultimo arrivato di una generazione di giovani cantautori britannici che sta scalando le classifiche di tutto il mondo. Prima Paolo Nutini (ormai un veterano), poi Ed Sheeran (ben al secondo album), in ultimo lui e l’irlandese Hozier. Dev’esserci qualcosa nelle isole oltre la Manica che fa crescere artisti di grande talento. Sono anni nei quali il folk e il cantautorato stanno tornando in grande spolvero. Anche se lui, in un’intervista che ci ha concesso prima del concerto, ha sminuito il tutto spiegando che «si tratta solo di un periodo»: prima era il rock, ora è di nuovo tempo di chitarra e voce. Sarà, ma resta il fatto che da tempo non ricordavamo una tale concentrazione di talento in pochi anni di attività come cantanti e musicisti questi ragazzi abbiano già trovato il modo di innovare un genere che rischiava di diventare indie e di nicchia.

George ha 21 anni e nella sua giovane ingenuità è capace di dirti, come nulla fosse, che in realtà la canzone più “vecchia” del suo debutto Wanted On Voyage l’ha scritta ben quattro anni fa, quando non era ancora maggiorenne. Come fonti di ispirazione cita Van Morrison, Bob Dylan e Woody Guthrie, Muddy Waters e Robert Johnson. Insomma, il meglio del Delta Blues unito al meglio del cantautorato, dal padre fondatore Guthrie al menestrello che ha portato il folk nel rock al nord irlandese che proprio dal blues rock aveva tratto massima ispirazione. E si sente dalla prima nota del concerto questa influenza. Cassy O, uno delle tante riuscitissime canzoni del disco, cattura tutto lo spirito di quei maestri e lo proietta nel nuovo millennio con grande freschezza. Pop, nel senso nobile del termine. E fa anche piacere vedere che i teen ager di oggi siano in grado di ascoltare anche musica di qualità e non solo quanto case discografiche e radio propinano loro.

Prima che aprissero le porte della sala per concerti milanese dove Ezra ha fatto il suo debutto italiano da headliner (era già venuto in estate per aprire gli show dei Bastille) fuori era già appostata una piccola torma di ragazzine pronte a fiondarsi in prima fila per godersi il giovane inglesino da vicino. Anche se, a suo merito, va detto che ciò che più sorprende del ragazzo, oltre alla naturalezza di testi e musica, è la voce. Profonda come ci si aspetterebbe da un trentenne. Il concerto fila via liscio con tutto che un artista con alle spalle un solo disco può offrire. Tutte le canzoni dell’album più qualche cover. E anche qui c’è un bel gusto. Prima Girl From the North Country, cantata senza band, con una voce che più di Dylan ricorda quella di Johnny Cash, che proprio con il menestrello aveva inciso una splendida versione del brano. Poi, nei bis, è il turno di una divertente e divertita Girls Just Wanna Have Fun.

Il tutto dura poco più di un’ora (e non molto oltre si sarebbe potuto spingere con un repertorio ancora tanto scarno). La prossima volta che passerà da queste parti, magari con un album in più all’attivo, potrà spingersi ancora oltre. Ci sarà ancora un po’ da aspettare, come ci ha confessato. Prima una breve vacanza per ricaricare le batterie dopo un anno piuttosto intenso. Poi il tempo di scrivere nuovi pezzi. «La maggior parte delle canzoni del primo album l’ho scritta durante un viaggio per tutta l’Europa, quelle che entreranno nel nuovo disco mi piacerebbe poterle comporre stando in una sola città magari per qualche mese». Non resta che attendere per capire se George Ezra saprà replicare l’ottimo esordio. Le premesse ci sono. E fanno ben sperare.

Scaletta concerto:
Cassy O
Listen to the Man
Blame it on Me
Get Lonely with Me
Barcelona
Benjamin Twine
Girl From the North Country (cover di Bob Dylan)
Leaving It Up to You
Stand By Your Gun
Spectacular Rival
Breakaway
Budapest

Bis:
Girls Just Wanna Have Fun (cover di Cindy Lauper)
Did You Hear the Rain?

 

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