Grignani agli Arcimboldi di Milano, trasformazione in corso

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Il cantautore milanese Gianluca Grignani mette in scena la sua parte più intima nel A volte esagero tour a Milano. Recensione del concerto del 20 aprile 2015. Foto di Elena Di Vincenzo

Teatro degli Arcimboldi, Milano, 20 aprile 2015Gianluca Grignani è un cantastorie con una sensibilità disarmante. Ma se penso a quando da adolescente cantavo Destinazione Paradiso, non posso non considerarlo un rocker. E quindi mi stupisco alla notizia di una sua tournée nei teatri. Non è la dimensione dove mi aspetto di vederlo. Forse il cantautore milanese, superati i 40 anni, sta cercando un cambio di direzione, ipotesi rafforzata dalla vena intimista del suo ultimo album A volte esagero.

Così, dopo una data zero segnata dal tutto esaurito, Gianluca arriva a Milano, una città che gli ha sempre dato tanto. Lo dimostra il pubblico presente, una platea eterogenea composta per lo più da ragazzi e ragazze, ma anche da padri e madri di famiglia che con Grignani sono cresciuti, tra strazianti storie d’amore e racconti incentrati sulla cinica realtà.

Il sipario si alza e la platea scalpita, tra un battito di mani e un hurrà. Gianluca e la band entrano in scena senza grandi preamboli. Mentre un «Voglio che siate con me sul palco» spiega il motivo delle luci ancora accese in tutta la venue. Si parte con Destinazione Paradiso e tutti cantano, riuscendo nell’intento di sentirsi vicini a lui attraverso quel brano che ha segnato più generazioni e le ha messe in contatto. Sulla stessa scia Cammina nel sole, mentre compare un’installazione luminosa che raffigura Atlante intento a sorreggere il mondo.

Le luci trasformano il teatro in un palazzetto. Laser verdi che si intrecciano formando spettacolari immagini in 3D, disegnano La Fabbrica di Plastica e L’allucinazione. Piccoli vulcani di fumo colorato eruttano durante il momento unplugged segnato da Uguali e Diversi. Se c’è un appunto da fare è che, soprattutto quando si aprono distorsioni e amplificatori, il suono e la voce di Gianluca risultano impastati, talvolta non in sintonia, tanto da far fatica a interpretare ciò che il cantautore stia cantando. Poco importa ai fan accorsi per urlare a squarciagola insieme al proprio beniamino i brani che conoscono a memoria. In teatro regna ufficialmente  l’anarchia e su L’aiuola qualcuno sale sul palco per abbracciare Gianluca. Lui sorride e balla. Abbiamo abbandonato le poltroncine e siamo tutti in piedi, loggia e parterre.

Proprio in brani come Natura Umana, L’amore che non sai o Il più fragile Grignani risulta essere a fuoco e concentrato nel mostrare la sua anima meno aggressiva, quasi fosse la prima volta che prova l’impresa. Forse Gianluca ha perso parte della sua attitudine da rocker-ribelle, acquisendo maggiore profondità espressiva. Ma la trasformazione non si è ancora compiuta del tutto.

Guarda le foto del concerto di Gianluca Grignani a Milano

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